La compagnia aerea definisce “inutile” la Presidente della Commissione UE, sollecitando interventi urgenti contro l’ATC francese dopo i dati del Senato di Parigi e chiedendo riforme immediate o le dimissioni
Uno scontro frontale senza precedenti travolge i vertici dell’Unione Europea. Ryanair ha inviato una lettera di fuoco alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, bollandola esplicitamente come “inutile” e accusandola di limitarsi a meri proclami sulla competitività senza attuare alcuna misura concreta per risolvere il caos che attanaglia il Controllo del Traffico Aereo (ATC) europeo.
Il dossier del Senato francese: paralisi e danni per 800 milioni
A sostegno della propria protesta, la compagnia aerea ha allegato un recente report del Senato francese che definisce il sistema di gestione del traffico aereo d’Oltralpe come “il peggiore d’Europa”. Secondo i dati d’inchiesta emersi a Parigi, nel 2025 i ritardi causati dall’ATC francese hanno registrato un drastico incremento del 60% rispetto ai livelli del 2019.
Questo malfunzionamento sistemico ha causato alle aerolinee operanti nell’UE un danno economico stimato in ben 800 milioni di euro nell’ultimo anno. A rendere la situazione ancora più insostenibile per i vettori è l’impossibilità di rivalersi finanziariamente sui fornitori di servizi di navigazione inefficienti, mentre i canoni di sorvolo continuano a salire di pari passo con i disservizi.
Le richieste di riforma avanzate dalle compagnie aeree
I vettori europei sollecitano da tempo la Commissione affinché imponga regole rigide ai provider del traffico aereo:
Obbligo di organico completo. L’imposizione a tutti i fornitori ATC di garantire la piena presenza del personale durante la prima ondata di partenze mattutine, prevedendo sanzioni punitive in caso di inadempienza.
Tutela dei sorvoli. La garanzia di protezione per i voli di attraversamento dello spazio aereo durante le agitazioni sindacali e gli scioperi nazionali dei controllori di volo.
Revisione della tassazione ambientalista (ETS). L’abolizione delle imposte punitive che penalizzano i voli regionali e intracomunitari rispetto ai collegamenti extra-UE, i quali generano oltre il 50% delle emissioni di CO₂ senza subire i medesimi prelievi.
L’ombra del Rapporto Draghi e la richiesta di dimissioni
La critica di Ryanair investe l’intero operato dell’Esecutivo europeo. A due anni dalla pubblicazione del Rapporto Draghi del 2024, nato per tracciare la tabella di marcia per il rilancio competitivo dell’Europa di fronte al dinamismo di Stati Uniti e Cina, la compagnia denuncia come il documento sia rimasto inutilizzato negli uffici del Palazzo Berlaymont. “È arrivato il momento che l’inutile von der Leyen smetta di parlare di competitività e inizi a garantirla”, ha dichiarato senza mezzi termini Michael O’Leary, CEO di Ryanair. “È bravissima a fare discorsi, ma è inutile quando si tratta di realizzare una vera riforma. Dovrebbe dimettersi e lasciare che qualcuno di competente realizzi il cambiamento e la competitività richiesti da Mario Draghi nel suo rapporto”.
Un primato europeo a rischio
Il settore del volo a basse tariffe rappresenta uno dei rari ambiti in cui l’Europa mantiene una leadership globale per efficienza e accessibilità economica rispetto al Nord America e all’Asia. Tuttavia, l’accumularsi di inefficienze infrastrutturali, dazi fiscali sperequati e ritardi incontrollati rischia di compromettere questo primato, scaricando sui cittadini europei i costi della paralisi burocratica dell’Unione.
