
Secondo il report OICE, il comparto registra un incremento del 6,4% nel triennio. In forte espansione l’utilizzo di location non convenzionali
L’industria italiana dei congressi e degli eventi aziendali evidenzia una solida fase di maturità e stabilità. I dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE) – promossi da Federcongressi&eventi e curati dall’ASERI dell’Università Cattolica – mostrano come il comparto abbia generato un impatto economico diretto pari a 13,2 miliardi di euro, mantenendo un tasso di crescita medio annuo del 6,4% tra il 2022 e il 2025.
In totale si sono svolti oltre 365 mila appuntamenti, che hanno richiamato più di 28,6 milioni di visitatori per un complessivo di 43,2 milioni di presenze.
Spazi alternativi e nuove tendenze
Tra le dinamiche emergenti spicca la richiesta di format innovativi e l’impiego di sedi “non convenzionali” (strutture nate con scopi differenti dall’ospitalità di eventi), le quali hanno visto incrementare le attività ospitate con un ritmo del 12,5% all’anno dal 2022.
Commenta la Presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile: “Il nostro è un settore strategico, dove il dialogo con le istituzioni deve essere continuo e orientato alla costruzione di strategie condivise, non solo per ricevere il sostegno economico fondamentale per garantire la competitività internazionale dell’Italia quale sede di congressi ed eventi ma anche per creare le condizioni che permettano alla meeting industry di esprimere al meglio il suo potenziale in termini di crescita economica, valorizzazione dei territori, destagionalizzazione dei flussi turistici, sviluppo di turismo di qualità e promozione del brand Italia e del suo patrimonio artistico, naturale e industriale”.
I numeri chiave del mercato
Il segmento aziendale rappresenta la quota maggioritaria (61,4%), mentre si registra un’espansione dell’ambito associativo (24,4%).
Il Nord Italia si attesta come polo principale, accogliendo il 59,1% degli appuntamenti complessivi, seguito dal Centro (23,7%), dal Sud (10,9%) e dalle Isole (6,3%).
Le strutture alberghiere dotate di spazi ad hoc coprono il 76,6% dei meeting totali. I centri congressuali e le fiere, fondamentali per le manifestazioni di rilevanza globale, hanno intercettato il 15,4% delle presenze.
“Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemico – afferma Roberto Nelli, docente di Marketing all’Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca – la meeting industry italiana entra in una nuova fase di equilibrio caratterizzata, rispetto al 2019, da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti. Nel 2025 gli eventi da più di un giorno hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro-capite complessiva di 312 euro, il 3,7% in più sul 2024”.