
Con l’ingresso del Wat Phra Mahathat Woramahawihan nella Lista del Patrimonio Mondiale, Nakhon Si Thammarat conquista un posto di primo piano tra le destinazioni culturali della Thailandia. Un riconoscimento che premia non solo il valore del complesso monumentale, ma anche una tradizione religiosa viva da oltre dodici secoli
di Stefano Modena
La Thailandia arricchisce il proprio patrimonio culturale con un nuovo sito riconosciuto dall’UNESCO. Dal 25 luglio 2026 il Wat Phra Mahathat Woramahawihan, nella provincia di Nakhon Si Thammarat, è ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, diventando il primo sito culturale UNESCO del sud del Paese e portando a nove il numero complessivo dei patrimoni thailandesi tra beni culturali e naturali. Il riconoscimento segna una tappa importante per una regione ancora poco conosciuta rispetto alle più frequentate mete balneari del sud, ma custode di una delle più antiche tradizioni buddhiste della Thailandia.
UN CENTRO SPIRITUALE DA OLTRE 1.250 ANNI
Esteso su oltre cinque ettari, il complesso religioso rappresenta uno dei principali luoghi di culto buddhisti del Paese. Il suo elemento più iconico è il Phra Borommathat Chedi, il grande stupa delle reliquie costruito secondo il modello architettonico srilankese, riconoscibile per la caratteristica forma a campana e per la guglia dorata rivestita con oltre 725 chilogrammi d’oro. Attorno allo stupa principale si sviluppa un insieme di 153 stupa secondari, oltre a numerosi edifici storici che raccontano oltre un millennio di evoluzione religiosa, artistica e culturale.

UN PATRIMONIO CHE CONTINUA A VIVERE
A rendere il Wat Phra Mahathat Woramahawihan un caso particolare nel panorama UNESCO non è soltanto il suo valore storico, ma il forte legame che continua a unire il tempio alla comunità locale.
Ogni anno, durante la festività buddhista di Makha Bucha, migliaia di fedeli partecipano alla tradizionale Hae Pha Khuen That, una processione documentata da circa ottocento anni. In questa occasione vengono trasportati lunghi tessuti cerimoniali, che superano complessivamente il chilometro di lunghezza, e avvolti attorno al grande stupa come gesto di devozione. È proprio questa continuità tra monumento, pratica religiosa e partecipazione della popolazione ad aver rappresentato uno degli elementi centrali del riconoscimento UNESCO, che ha valorizzato il sito come esempio di patrimonio culturale vivente.
UNA NUOVA META CULTURALE NEL SUD DELLA THAILANDIA
L’iscrizione conclude un percorso di candidatura durato oltre dieci anni e contribuisce a far emergere Nakhon Si Thammarat come nuova destinazione per chi desidera conoscere un volto diverso della Thailandia. Lontana dagli itinerari più battuti, la provincia conserva infatti un’identità profondamente legata alla storia del buddhismo, alle tradizioni locali e alla vita religiosa quotidiana, offrendo un’esperienza che va oltre la visita monumentale.
OLTRE SPIAGGE E ISOLE
Per molti viaggiatori internazionali il sud della Thailandia coincide con le coste tropicali e gli arcipelaghi del Mare delle Andamane e del Golfo della Thailandia. Il riconoscimento del Wat Phra Mahathat Woramahawihan amplia questa immagine, mettendo in luce un patrimonio culturale che affonda le proprie radici in oltre dodici secoli di storia. Un invito a esplorare una Thailandia meno conosciuta, dove spiritualità, architettura e tradizioni continuano ancora oggi a scandire la vita della comunità locale.