L’indagine Tecnè-Federalberghi analizza la percezione degli italiani di fronte alla reintroduzione del 4 ottobre tra le festività civili

In concomitanza con l’ottavo centenario della morte del Poverello d’Assisi, la reintroduzione del 4 ottobre nel calendario delle festività civili trova un forte riscontro nella popolazione italiana. Secondo il recente studio statistico svolto dall’istituto Tecnè per conto di Federalberghi su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini, oltre l’85% degli intervistati accoglie favorevolmente il ripristino della solennità dedicata al patrono d’Italia, guidato da un profondo legame culturale e spirituale che coinvolge quasi l’80% del campione.

I dati evidenziano come i principi cardine attribuiti alla figura francescana — in primis fraternità (56,3%), semplicità (45,6%), pace (43,1%) e tutela dell’ambiente (26%) — siano percepiti come fondanti e attuali dall’86,4% degli italiani. Inoltre, il 71,4% dei rispondenti ritiene opportuno vivere la giornata valorizzandone l’alto significato civile e simbolico, contro un quarto della popolazione che la considera prevalentemente un’occasione di riposo.

I commenti dell’osservatorio sociologico e di settore mettono in luce la duplice valenza dell’iniziativa legislativa. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha rilevato come la figura del Santo trascenda i confini religiosi per offrire un messaggio universale di rispetto del territorio. Sul piano turistico e ricettivo, l’impatto della ricorrenza sarà graduale: coincidendo nel 2026 con una domenica, la maggioranza dei cittadini trascorrerà la giornata a casa (32,5%), in famiglia (24,4%) o in attività di culto (24,8%), mentre circa il 22% visiterà i luoghi di memoria francescana. L’effetto volano per i flussi turistici e i viaggi brevi diventerà tuttavia più marcato a partire dal 2027, anno in cui la festività cadrà di lunedì, creando la prima opportunità di ponte autunnale.