Il mercato italiano traina i flussi turistici sloveni superando persino i livelli del 2019, confermandosi al secondo posto assoluto tra i visitatori esteri e guidando le preferenze nelle strutture alberghiere

La Slovenia archivia un mese di agosto memorabile, registrando il miglior risultato di sempre in termini di arrivi e pernottamenti e superando un primato che resisteva dal 2019. I dati ufficiali diffusi dal SURS (l’ufficio statistico nazionale) evidenziano un vero e proprio boom, con oltre 1,2 milioni di arrivi totali e più di 3,5 milioni di pernottamenti complessivi. In questo scenario, l’Italia recita una parte da protagonista: più di un turista straniero su dieci proveniva dal Bel Paese, garantendo una crescita superiore all’otto percento sia per gli arrivi che per i pernottamenti e posizionando gli italiani subito alle spalle della Germania.

Analizzando i comportamenti di viaggio, emerge una netta preferenza dei connazionali per il settore alberghiero. Nei primi otto mesi dell’anno, la metà dei flussi turistici italiani si è concentrata proprio negli hotel, facendo dell’Italia il primo mercato estero per questa tipologia di ricettività. Ciononostante, il direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia, Aljoša Ota, invita a guardare oltre i picchi estivi legati alle ondate di calore e al calendario: “Sarebbe fin troppo semplice dare una lettura entusiastica di questi dati che non metta i volumi raggiunti in prospettiva – mette in guardia Aljoša Ota, Direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia – nel 2025 i pernottamenti erano cresciuti, ad esempio, soprattutto in primavera e in autunno grazie a un calendario favorevole, mentre quest’anno le temperature record di agosto hanno contribuito a portare più italiani che mai in Slovenia. Il picco resta un segnale incoraggiante, testimone di un crescente interesse del pubblico per la destinazione, ma per il mercato italiano il calendario continua a pesare molto sulle partenze. La nostra sfida è dare motivi concreti per scegliere la Slovenia anche nelle settimane meno scontate dell’anno e diventare meno dipendenti da ponti, feste comandate e periodi dell’anno dove siamo già forti”.

A supporto della destagionalizzazione arrivano anche le indagini del NiST e del SURS sulla spesa media e sulle motivazioni dei viaggiatori. Gli ospiti degli hotel mostrano una capacità di spesa elevata, che tocca punte ancora superiori durante la stagione autunnale rispetto a quella estiva. In autunno, inoltre, si registra la quota più alta di visitatori alla prima esperienza nel Paese e una maggiore incidenza nell’organizzazione tramite agenzie di viaggio.

“L’Italia è un mercato di prossimità: molti viaggiano in autonomia, in famiglia e con la propria auto. Agenzie e tour operator restano però una leva fondamentale per i viaggi di gruppo, gli eventi MICE e le proposte più articolate – spiega Ota – il segmento MICE, in particolare, ci aiuta a portare flussi nei mesi autunnali e invernali, a far conoscere territori meno noti e a valorizzare le eccellenze locali. Insieme agli operatori possiamo costruire viaggi su misura e raggiungere anche una clientela con maggiore capacità di spesa”.