
di Antonio Bordoni
-Non siamo affatto d’accordo con quanto dichiarato dal Direttore dell’ENAC circa le procedure più rapide e snelle che permetterebbero a chi sale a bordo di un velivolo di non dimostrare la sua identità.
-Non siamo affatto d’accordo nell’apprendere di questa novità tramite una intervista fatta a un quotidiano.
-Non siamo affatto d’accordo sulla tempistica della decisione tenendo conto che essa avviene in un momento in cui non si è ancora spento l’eco di quanto avvenuto all’aeroporto di Bergamo, allorché un individuo è riuscito ad arrivare indisturbato fino a un velivolo che era pronto al decollo.
Non crediamo affatto che questa notizia, per quanto limitata ai voli domestici e destinazioni comprese nell’area Schengen, contribuisca a rendere più sicuro il volo. Ogni giorno nei notiziari sentiamo parlare di terroristi e della minaccia di cellule dormienti pronte a colpire in Europa; ebbene sapere che chiunque può acquistare un biglietto dichiarando un nominativo fasullo non è affatto una buona notizia.
Un volo domestico può essere un target terroristico o con finalità dimostrative alla pari di un volo internazionale in quanto la risonanza mediatica di un attentato a bordo di un Roma-Milano è pari a quella che si avrebbe su qualsivoglia volo internazionale.
Dovremmo ben saperlo noi italiani che a oltre 45 anni di distanza stiamo ancora dibattendo su Ustica, su quanto accaduto a un volo domestico, un Bologna-Palermo.
E’ senz’altro vero che chi prende posto a bordo di un treno non deve mostrare alcun documento di identità, ma non va mai dimenticato il particolare che l’aereo e il suo carico di passeggeri, una volta che il velivolo ha staccato le ruote da terra, è isolato dal mondo e diventa un obiettivo vulnerabile, e in un certo qual modo indifeso. Come tale merita ogni possibile accorgimento per renderlo più sicuro. Ed uno dei modi per farlo è anche quello di appurare l’identità di chi prende posto a bordo.
Non conosciamo la genesi di questa decisione.
Di certo possiamo dire che non ci risultano lamentele da parte dell’utenza per il tempo occorrente a venir accettati a bordo di un volo domestico o per il fatto di dover presentare insieme alla carta di imbarco anche un documento di identità.
Tutti i passeggeri accettano di buon grado queste formalità così come pure il controllo personale e del bagaglio al metal detector ben sapendo quello che può accadere se a bordo salisse un potenziale terrorista. Siamo certi che una indagine in tal senso dimostrerebbe quanto da noi affermato.
Insomma siamo in presenza di una misura incomprensibile, non giustificata da alcun motivo e che non trova sollievo dall’apprendere che sono sempre possibili controlli a campione.
Tratto da Aviation-Industry-News.com