Di Stefano Modena

Per anni l’aeroporto di Ciampino è stato percepito come lo scalo funzionale, rapido, essenziale. Il luogo dei voli low cost, dei weekend mordi e fuggi, delle partenze all’alba senza troppe aspettative in termini di comfort. Oggi, però, qualcosa è cambiato: il “Giovan Battista Pastine” entra per la prima volta nel novero degli aeroporti europei certificati con 4 stelle Skytrax, uno dei riconoscimenti più autorevoli nel mondo dell’aviazione civile.

Il dato è significativo non solo per il prestigio del marchio Skytrax, ma soprattutto per il contesto in cui arriva. Ciampino non è un grande hub intercontinentale, né ambisce a esserlo. Con oltre 4 milioni di passeggeri nel 2025 (+3,3% rispetto all’anno precedente), rientra nella categoria degli scali regionali tra i 2 e i 5 milioni di viaggiatori: una fascia spesso penalizzata, stretta tra aeroporti minori e colossi globali. Proprio per questo, il rating a 4 stelle rappresenta un salto di qualità tutt’altro che scontato.

Skytrax valuta oltre 800 parametri, applicando la stessa metodologia a grandi hub e aeroporti regionali. Un approccio che, se da un lato può sembrare severo per realtà più piccole, dall’altro rende il confronto credibile. Nel caso di Ciampino, l’analisi condotta nel corso del 2025 ha premiato l’esperienza complessiva del passeggero: comfort del terminal, pulizia, chiarezza della segnaletica, efficienza dei controlli di sicurezza e di frontiera, qualità del servizio del personale.

Non si tratta di dettagli marginali. In uno scalo a vocazione low cost, dove i tempi sono serrati e i flussi intensi, la differenza tra un aeroporto “che funziona” e uno che viene ricordato positivamente passa proprio da questi elementi. Interessante, inoltre, l’attenzione riconosciuta a servizi spesso sottovalutati: punti di ricarica, aree di lavoro, supporto ai passeggeri a ridotta mobilità, spazi per famiglie, fino a iniziative più informali per rendere l’attesa meno impersonale, come aree gioco, calcio balilla e strumenti musicali.

Certo, va detto con onestà: quattro stelle non significano lusso, né un’esperienza paragonabile a quella dei grandi aeroporti iconici. Ma forse è proprio qui il punto. Ciampino non cerca di imitare Fiumicino – che nel 2025 ha confermato le sue 5 stelle Skytrax – bensì di interpretare al meglio il proprio ruolo in un sistema aeroportuale “dual-use”, come lo definisce l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone. Un ruolo che richiede efficienza, puntualità e affidabilità, più che scenografie spettacolari.

Il riconoscimento arriva infatti all’interno di una strategia più ampia portata avanti da Aeroporti di Roma (Gruppo Mundys), che negli ultimi anni ha investito non solo nel grande hub di Fiumicino, ma anche nello scalo di Ciampino, spesso considerato secondario. Una scelta che appare coerente con i numeri: il sistema aeroportuale romano ha chiuso l’ultimo anno con oltre 55 milioni di passeggeri, un record storico che rende sempre meno sostenibile trascurare uno degli ingranaggi della macchina.

Resta però una sfida aperta. Migliorare l’esperienza interna al terminal è fondamentale, ma per un aeroporto come Ciampino il giudizio del viaggiatore inizia – e finisce – anche fuori: collegamenti con la città, accessibilità, integrazione con il territorio. Le 4 stelle Skytrax certificano ciò che accade “airside” e “landside” all’interno dello scalo; il passo successivo sarà rendere questa qualità percepibile lungo tutta la filiera del viaggio.

Il programma di ammodernamento infrastrutturale annunciato anche per il 2026 va in questa direzione. Ulteriori interventi nel terminal mirano a rendere l’esperienza più omogenea e fluida, evitando che le migliorie restino episodi isolati. Se la promessa verrà mantenuta, Ciampino potrà consolidare il suo nuovo posizionamento: non più semplice aeroporto di servizio, ma porta d’ingresso credibile e curata per Roma, anche per chi viaggia con un biglietto low cost.

In un panorama europeo sempre più competitivo, dove la qualità percepita pesa quanto il prezzo del volo, la vera notizia è forse questa: Ciampino ha dimostrato che anche uno scalo “piccolo” può giocare una partita ambiziosa. Le quattro stelle non sono un punto di arrivo, ma un test. E ora, più che il riconoscimento, conterà la capacità di mantenerlo.