Nonostante la piena operatività dell’Entry/Exit System (EES) scattata il 10 aprile, la Federazione Turismo Organizzato (FTO) lancia un chiaro avvertimento: l’innovazione non deve penalizzare imprese e passeggeri.
Oggi Assaeroporti, Aeroporti 2030, Iata, Ibar e Aicalf, che rappresentano congiuntamente gestori aeroportuali e vettori aerei operanti in Italia, hanno scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere un intervento urgente sul fronte europeo dopo le criticità già emerse con l’entrata a regime del sistema.
Franco Gattinoni, presidente FTO, pur condividendo gli obiettivi di sicurezza del sistema europeo, sottolinea l’urgenza di evitare il caos operativo. Le code che hanno già raggiunto le tre ore in diversi scali non colpiscono solo i viaggiatori extra-UE, ma minano l’efficienza complessiva degli aeroporti.
Due i punti critici sollevati da FTO:
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Uniformità: il sistema deve essere applicato in modo identico in tutta l’area Schengen per evitare che alcuni Paesi (come la Grecia) allentino i controlli per ottenere vantaggi competitivi.
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Efficienza: servono tecnologie affidabili, un’organizzazione impeccabile e presidi adeguati per non trasformare la burocrazia in un freno al turismo.
“Condividiamo l’obiettivo dell’Entry/Exit System (Ees), il sistema europeo che registra ingressi e uscite dei viaggiatori extra-Ue alle frontiere Schengen e che dal 10 aprile 2026 è pienamente operativo. Il punto oggi è evitare che la sua attuazione scarichi nuovi problemi su passeggeri e imprese”. Dichiara Franco Gattinoni, “Se l’Ees nasce come strumento europeo, deve essere applicato in modo uniforme e solo quando ci sono davvero tutte le condizioni per farlo funzionare bene”.
