La ricerca di Flightright evidenzia l’impatto psicologico dei disservizi aerei. In Italia l’86% dei passeggeri si sente abbandonato dalle compagnie

Un volo cancellato o in forte ritardo non rappresenta solo un danno economico, ma un vero e proprio traguardo mancato. Secondo l’ultima indagine di Flightright – piattaforma leader nella tutela dei passeggeri – condotta dall’istituto OnePoll, ben il 35% degli italiani (e il 37% degli europei) ha perso un momento cruciale della propria vita a causa di un disservizio aereo. Tra le rinunce forzate più frequenti spiccano la perdita di conferenze o appuntamenti di lavoro (34% in Italia) e impegni personali o affettivi.

Lo studio, condotto su un panel di 2.000 viaggiatori europei, svela come i disagi vadano ben oltre la sfera materiale, generando forti ripercussioni psicologiche e organizzative.

Il muro del silenzio, passeggeri senza supporto

Il momento del disservizio scatena nei passeggeri sentimenti di frustrazione (51%), rabbia (47%) e stress (46%). A pesare sensibilmente è la percezione di isolamento:

Mancanza di assistenza. Se a livello europeo il 68% dei viaggiatori si è sentito del tutto privo di supporto, in Italia la percentuale schizza all’86%, il dato più alto tra i Paesi analizz

L’inefficacia dei social. Nel tentativo di ottenere risposte rapide, il 31% degli italiani ha provato a contattare i vettori tramite i canali digitali (Instagram, Facebook, X), ma solo il 9% ha ricevuto un riscontro.

Costi extra e tempo perso

Riorganizzare un viaggio richiede tempo ed esborsi immediati. In media, un passeggero perde circa 4,2 ore tra la ricerca di soluzioni alternative e le comunicazioni con la compagnia. A questo si somma un danno economico diretto per spese impreviste (pasti in aeroporto, trasporti e nuovi biglietti) che ammonta a una media di 194,5 euro per i viaggiatori italiani (205,4 euro la media europea).

Come cambiano le abitudini di viaggio degli italiani

L’incertezza legata al trasporto aereo sta progressivamente modificando i comportamenti d’acquisto e le strategie dei passeggeri nel nostro Paese:

Turismo di prossimità. Il 51% degli italiani sta valutando di trascorrere le prossime vacanze all’interno dei confini nazionali per evitare i rischi del volo.

Fuga dai grandi hub. Il 63% si dice influenzato dal sovraffollamento di scali come Roma Fiumicino o Milano Malpensa; di questi, il 26% preferisce orientarsi verso aeroporti più piccoli.

Pianificazione anti-sciopero. Il 39% monitora lo stato delle agitazioni sindacali prima di prenotare, mentre il 30% evita strategicamente i giorni più critici della settimana, come il venerdì.

“Quando quasi 9 viaggiatori su 10 dichiarano di essersi sentiti abbandonati a sé stessi, è chiaro che serve trasparenza, assistenza rapida e un accesso semplice ai risarcimenti”, conclude Jan-Frederik Arnold, CEO di Flightright, ricordando come lo stress e la frustrazione si sommino a un pesante esborso economico che spesso i passeggeri si trovano a dover anticipare di tasca propria