Pubblico e privato a confronto per definire le strategie future del turismo territoriale

Di Tiziana Conte

Il dato è di quelli che obbligano a riflettere: il 70% dei turisti stranieri in Italia visita soltanto l’1% del territorio nazionale. Una fotografia che rivela quanto il Paese resti ancora inespresso e che ha fatto da premessa alla prima edizione del Festival delle Destinazioni, andata in scena a Roma con l’obiettivo di ripensare la costruzione e la promozione dell’identità dei territori italiani. Un evento nato dalla visione del suo ideatore, Paolo Garlando, che aprendo i lavori ha lanciato un appello: “Vorrei che gli operatori territoriali collaborassero, che lavorassero insieme come accade nella creazione di una sinfonia; ogni destinazione deve costruire con i soggetti del territorio la propria identità”. Il festival, che si pone come importante occasione di confronto tra istituzioni e operatori per definire le strategie future del turismo territoriale, ha visto la partecipazione di ben 50 relatori.

Il confronto si è subito concentrato sulle politiche nazionali e sulla necessità di una governance più fluida. Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, ha evidenziato le difficoltà strutturali del settore: “È evidente quanto sia complesso per gli operatori confrontarsi con le istituzioni, specialmente se si tratta di piccole realtà o aziende straniere; la politica deve lavorare per strutturare una filiera sempre più solida”. Sul fronte delle misure governative, Gianluca Caramanna, del ministero del Turismo, ha annunciato il lancio di una nuova campagna dedicata alla delocalizzazione dei flussi:“Stiamo finanziando la valorizzazione dei cammini e dei siti Unesco. I precedenti stanziamenti hanno già portato un incremento del 20% nelle aree interne”. Da Roma è arrivata un’analisi altrettanto netta. Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, ha spiegato il cambio di paradigma della città: “Il turismo in Italia non può essere più casuale. A Roma abbiamo modificato la politica di marketing e oggi la permanenza media è salita a 4,1 giorni. Il futuro sono le experiences: il turista deve lasciare più di quello che trova”.

Il superamento dei vecchi modelli di promozione richiede una forte sinergia operativa. Francesco Tapinassi, direttore Toscana Turistica, ha evidenziato lo scollamento tra la promozione pubblica dell’ispirazione e la conversione in prodotto reale, indicando in organismi come Toscana Promozione l’anello di congiunzione ideale. In tal senso, Giancarlo De Venuto, presidente Assohotel Confesercenti Puglia, ha identificato nelle DMO il braccio operativo fondamentale per dare concretezza a queste visioni. La stabilità di queste relazioni poggia sulla capacità imprenditoriale locale, come sottolineato da Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo Langhe Monferrato Roero, mentre Josep Ejarque, ceo di FTourism, ha lanciato una provocazione ricordando che la bellezza da sola non è più sufficiente e che la separazione tra pubblico e privato va definitivamente superata per competere in un mercato dominato dagli algoritmi.

 

Grandi eventi e identità regionali

Il ruolo dei grandi eventi come acceleratori di sviluppo è stato ribadito da Debora Massari, assessore al Turismo della Lombardia: “I Giochi di Milano-Cortina hanno impresso un’accelerazione decisiva agli investimenti ricettivi e infrastrutturali, cambiando la percezione globale della regione. Non è un evento isolato, ma un punto di partenza”. Per il Lazio, Paolo Giuntarelli ha annunciato una nuova campagna di comunicazione e il lancio del nuovo brand regionale il 3 giugno. La presidente di Enit Alessandra Priante ha riportato l’attenzione sul capitale umano precisando: “Il futuro del nostro settore non è nei numeri, ma negli equilibri che sappiamo costruire insieme.” Al Festival delle Destinazioni è emerso con chiarezza un dato: i segmenti tematici e le passioni personali non sono nicchie, ma vere economie parallele capaci di generare valore, identità e nuovi flussi turistici. Un’Italia che si racconta attraverso matrimoni, sport, enogastronomia, grandi eventi e audiovisivo mostra oggi un potenziale che va ben oltre le rotte tradizionali. A fotografare uno dei comparti più dinamici Serena Ranieri, presidente Federmep, che ha illustrato la crescita del destination wedding: nel 2025 il settore ha superato il miliardo di euro di fatturato, con un incremento del 19,6%. Un risultato che conferma come il matrimonio in Italia resti un sogno globale e un volano economico per territori spesso lontani dai circuiti più battuti.
Il prestigio del brand Italia passa anche dai grandi eventi iconici. Massimo Cicatiello, delegato Mille Miglia negli Stati Uniti, ha ricordato come la storica corsa sia ormai uno strumento di promozione internazionale, pronto a espandersi fino al Brasile. Un simbolo che unisce heritage, stile e capacità di attrarre pubblico da ogni continente.

Lo sport come generatore di valore

Il turismo sportivo continua a crescere e a produrre ricadute misurabili. Giuseppe D’Amico, vicepresidente della Federazione Italiana Vela, ha stimato in 200 milioni di euro l’indotto generato dalle regate, confermando come gli sport attivi siano oggi un driver strategico per molte destinazioni costiere. La valorizzazione dell’identità nazionale passa anche dal cibo. Marco Bruschini, direttore comunicazione e promozione del Ministero dell’Agricoltura, ha annunciato la mappatura dei percorsi Dop e Igp e una campagna internazionale contro l’italian sounding, per proteggere e promuovere l’autenticità dei prodotti italiani nel mondo.

La combinazione tra turismo congressuale e attività all’aria aperta è un binomio vincente secondo Onorio Rebecchini, consigliere del Convention Bureau Roma e Lazio. Una tendenza che si intreccia con la ricerca di esperienze autentiche, promossa da Nevio D’Arpa, ceo di BTM Italia, attraverso fam trip dedicati a far scoprire l’Italia più genuina agli operatori internazionali.

E si è parlato anche dell’importanza della mobilità che resta la condizione primaria per portare i viaggiatori nei territori. Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways, ha illustrato criticità e  strategie adottate: “Ci sono mercati completamente fermi e la chiusura di alcuni spazi aerei allunga i voli fino a un’ora e mezza. Lufthansa ha annunciato migliaia di cancellazioni, ma ITA non rientra nei tagli: abbiamo assicurato carburante a prezzi calmierati”. Sul fronte ferroviario, Tommaso Tanzilli, presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha fatto sapere che “il 50% dei passeggeri dell’Alta Velocità sono turisti. E cresce la domanda di turismo lento, che sosteniamo con treni dedicati e servizi unici, anche enogastronomici”.

 Intelligenza artificiale, dati e nuovi linguaggi

La digitalizzazione sta ridisegnando il modo in cui i territori vengono scoperti. Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha sottolineato che il turismo è  “l’industria più digitalizzata in assoluto”, con utenti che dialogano direttamente con sistemi di intelligenza artificiale. “I siti web non bastano più: i dati devono essere aggiornati costantemente”. Sul fronte dei contenuti, Simonetta Clucher, presidente dell’Associazione italiana travel blogger, ha richiamato la necessità di autenticità: “La sfida è superare le risposte standardizzate degli algoritmi offrendo verità e narrazioni reali”. Per Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo Confindustria, la rivoluzione tecnologica premierà le competenze umanistiche: “Le soft skills diventeranno più centrali delle competenze puramente tecniche”. A livello infrastrutturale, Pietro Piccinetti, presidente di Infratel, ha insistito sull’attivazione delle reti digitali già esistenti, mentre Alice Ungaro (BesTime | Tourism Plan Machine) ha presentato un modello innovativo basato sulla valorizzazione del tempo del viaggio.

Sostenibilità, turismo lento e benessere

Il rispetto dell’ambiente e il benessere personale stanno ridefinendo l’attrattività delle destinazioni. Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente della Rete Comuni Sostenibili, ha ricordato che 200 comuni italiani applicano già strategie mirate all’autenticità locale. Nel comparto open air, Ubaldo Fusco (FAITA-FederCamping) ha quantificato 68 milioni di presenze, con campeggi sempre più orientati verso formule premium come il glamping. Le aree protette mostrano una forte capacità di coinvolgimento, come spiegato da Guido Guarino, consulente CETS del Parco nazionale del Vesuvio: “Abbiamo creato un forum permanente per coinvolgere la popolazione residente”.
Il benessere termale resta un pilastro economico: Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, ha stimato 2,5 miliardi di euro di fatturato, richiamando gli operatori alla qualità e alla trasparenza. Fondamentale anche il ruolo delle Pro Loco, come ricordato da Pasquale Ciurleo (EPLI): “Servono formazione e professionalizzazione per i volontari delle 7000 pro loco italiane”.
Sul fronte della mobilità dolce, Luigi Menna, presidente FIAB, ha ribadito il primato italiano nel cicloturismo e la necessità di competenze ricettive adeguate.

Borghi e destinazioni minori

Le aree interne rappresentano la sfida più urgente. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha ricordato che le imprese turistiche generano 4,8 miliardi di euro di gettito per i comuni, auspicando un maggiore supporto infrastrutturale. Un esempio concreto arriva dalle Marche, dove Irene Floris (Confartigianato Turismo Organizzato) ha annunciato l’inaugurazione del primo borgo artituristico, Ripe San Ginesio, dedicato alla tutela delle tradizioni artigiane. La micro-economia fieristica, come ricordato da Renato Pujatti (AEFI), vale 22,5 miliardi di fatturato e impiega 90 mila persone. Per garantire la sostenibilità dei flussi, Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha sottolineato la necessità di una strategia condivisa tra imprese per stimolare la ripetibilità del viaggio nelle mete meno congestionate. Il tema infrastrutturale è stato ribadito dall’esperto Giancarlo Dell’Orco, mentre Antonio Bufalari, segretario generale di Assonautica Italiana, ha indicato nell’economia del mare — 216 miliardi di valore aggiunto — una straordinaria opportunità per i piccoli borghi costieri.

Formazione e capitale umano

Senza figure professionali adeguate non è possibile attuare alcuna strategia di sviluppo. Claudio Pisapia, segretario generale Federcomtur, ha delineato i tratti del manager di destinazione come perno della pianificazione locale, mentre Giulio Contini, direttore di scuola italiana di ospitalità, ha difeso la validità dei percorsi formativi basati sull’apprendimento pratico. Anche il settore MICE richiede un forte aggiornamento, come spiegato da Gabriella Gentile, presidente Federcongressi & eventi, focalizzata sulla necessità di formare specialisti nell’analisi dei dati. La mediazione culturale e sociale resta l’obiettivo primario per il mondo accademico: se Paolo Casetti, docente di destination management, ha ricordato la comune necessità di scambio tra residenti e viaggiatori, Carmen Bizzarri, professoressa di geografia economica all’università europea di Roma, ha chiarito che la formazione deve comporre le esigenze delle comunità con quelle dei turisti.

Audiovisivo e turismo

Il potere delle immagini resta uno dei più forti generatori di flussi. Il produttore Guglielmo Ariè ha ricordato l’effetto “Montalbano”: grazie alla serie, i luoghi delle riprese hanno registrato un aumento del 60% dei turisti italiani e dell’87% degli stranieri, dimostrando come cinema e TV possano trasformare territori in vere destinazioni. “C’è sempre più la necessità di trovare connessioni, soprattutto nelle destinazioni dove c’è meno afflusso di turisti”, ha dichiarato, spiegando la nascita della piattaforma DPM, certificata dal Ministero della Cultura e destinata a essere utilizzata anche dal Ministero del Turismo. La piattaforma offre una mappa geo-temporale avanzata di attrazioni, eventi e fiere in tempo reale, con un database in espansione verso un milione di record. L’obiettivo è chiaro: abbattere l’isolamento dei business locali, favorire il networking diretto tra operatori, generare insight predittivi e distribuire il valore turistico 365 giorni l’anno. “Ci sono tantissime località turistiche ma nessuno sa cosa c’è in termini di risorse”, ha aggiunto Garlando, annunciando il coinvolgimento delle associazioni di categoria per sviluppare progetti di destagionalizzazione.
Il Festival delle Destinazioni ha lanciato un messaggio forte e non più rinviabile: l’Italia non può continuare a essere visitata solo nel suo 1% più noto. Servono collaborazione, infrastrutture, dati aggiornati, narrazioni autentiche e una visione condivisa. Solo così il Paese potrà trasformare la sua ricchezza diffusa in un modello turistico sostenibile, competitivo e capace di includere davvero ogni territorio.