Ai nostri tempi in cui il mezzo aereo non è più un mezzo di élite ma di massa, o si trova il modo di snellire al massimo i tempi e le procedure di imbarco o si rischia di mandare in tilt il movimento aeroportuale

 

di Antonio Bordoni

 

Come di frequente accade eccoci passare dalle stelle alle stalle.  Per mesi ci hanno annunciato che la crisi del medio oriente avrebbe potuto significare cancellazioni di voli,  vacanze a rischio, carburante mancante negli aeroporti….ed eccoci invece a leggere notizie di file aeroportuali ingestibili, code ai check in, aeroporti superaffollati. Il tutto -si potrebbe pensare- causato dall’avvio del primo periodo di ferie e invece, sorpresa,  i motivi sono di tutt’altro genere: le code sono provocate da una innovazione che sarebbe dovuta servire  a meglio gestire le operazioni aeroportuali di accettazione passeggeri.

Parliamo dell’Entry/Exit System (EES) il sistema digitale automatizzato di controllo delle frontiere ufficialmente annunciato nell’Ottobre 2025 e destinato ai cittadini di paesi extra-UE che si recano nell’area Schengen per soggiorni di breve durata. Il sistema sostituisce l’apposizione manuale del timbro sul passaporto, registrando generalità, date di viaggio e dati biometrici (impronte digitali e immagini del volto) a ogni ingresso e uscita.

Il sistema biometrico, che in pratica deve essere utilizzato dai titolari di passaporto di paesi terzi (tra cui Regno Unito e Stati Uniti) per entrare in uno dei 29 Stati membri dell’area Schengen, è diventato pienamente operativo per la prima volta ad aprile, dopo un periodo di transizione di sei mesi. Il presidente di ACI Europe, Stefan Schulte, intervenuto di recente all’assemblea generale di ACI Europe a Praga, aveva avanzato richiesta  alla UE di concedere alle autorità di controllo delle frontiere “piena flessibilità” per sospendere l’EES quando necessario per “evitare ulteriore caos” ed un eventuale “ripensamento di tali processi”: “Si tratta di mostrare rispetto e decenza per coloro che hanno scelto di viaggiare nell’UE e di salvaguardare la nostra reputazione di destinazione accogliente ed efficiente”, ha affermato Schulte.

 

Ma all’atto pratico, ovvero alle prime ondate estive non pochi aeroporti sono andati in tilt. Cosa è accaduto? Crediamo necessario puntare l’obiettivo sul passeggero aereo.

 

A livello di voli domestici all’interno dei Paesi europei sappiamo bene che uno dei motivi per cui il treno ha superato l’aereo come numero passeggeri trasportati, è la possibilità di presentarsi sul binario appena 1 minuto prima dell’orario schedulato di partenza e riuscire a partire senza problemi, una tempistica impossibile da replicare in aeroporto.

Ancora, uno dei motivi di successo delle compagnie low cost e in particolare di Ryanair, è stato quello di aver puntato fin dall’inizio su aeroporti secondari, meno affollati  più gestibili e snelli dal punto di vista dell’imbarco passeggeri e delle operazioni.

Ancora, dobbiamo denunciare troppe, continue innovazioni cui deve far fronte il passeggero. A tal proposito invitiamo a leggere quanto da noi scritto il 28 luglio 2025 a proposito della “complicata vita di chi prende l’aereo” quando commentammo le misure sui liquidi che si potevano portare a bordo dei velivoli, ed altre novità. (1)

Insomma diciamolo francamente riuscire a salire su un aereo richiede tempi che anziché restringersi, si allungano. Diciamo ciò per evidenziare il particolare che giunti ai nostri tempi in cui il mezzo aereo non è più un mezzo di élite ma di massa, o si trova il modo di snellire al massimo i tempi e le procedure di imbarco o si rischia di mandare in tilt il movimento aeroportuale. Un esempio per tutti è quanto accaduto a Linate il 12 aprile scorso quando la easyJet ha dovuto far scendere a terra oltre 100 passeggeri perché non erano riusciti a superare i controlli passaporti in tempo.

 

Ebbene, quanto sta accadendo in questi giorni è stato causato dalla carenza di assistenza aeroportuale o perché il nuovo sistema EES presenta obiettive difficoltà di  applicazione?

Molti, fra cui i burocrati di Bruxelles, sono propensi a puntare il dito accusatore nei confronti di alcuni aeroporti rei di non aver schierato sufficiente personale di assistenza, ma una tale tesi contrasta con quanto è accaduto a Febbraio allorché la IATA e la Associazione Aeroporti all’avvicinarsi del periodo di vacanze avevano già preannunciato problemi.

In quella occasione, Olivier Jankovec, Direttore Generale di ACI EUROPE, Ourania Georgoutsakou, Amministratore Delegato di A4E (Associazione Airlines for Europe), e Thomas Reynaert, Vicepresidente Senior per gli Affari Esteri di IATA, avevano dichiarato: “C’è una totale discrepanza tra la percezione delle istituzioni europee, secondo cui il sistema EES sta funzionando bene, e la realtà, che vede i viaggiatori extra-UE subire enormi ritardi e disagi. Questa situazione deve finire immediatamente. Dobbiamo essere realistici su ciò che accadrà durante i mesi estivi di punta, quando il traffico negli aeroporti europei raddoppia. L’implementazione dell’EES deve essere flessibile per adattarsi alle realtà operative. Questo è un prerequisito assoluto per il suo successo e per salvaguardare la reputazione dell’UE come destinazione efficiente, accogliente e attraente”.

Allora se qualcuno aveva già messo le mani avanti ciò significa che si aveva già sentore che con l’aumentar del traffico il nuovo sistema avrebbe potuto presentare criticità gestionali.

Verosimilmente ciò che sta accadendo si spiega con il fatto che con l’aumentare dei visitatori extra-Ue durante l’estate, compresi i turisti britannici, le postazioni di EES non sono in grado di sostenere l’afflusso. Solo aumentato traffico dunque? Non sembra, in quanto alcuni operatori aeroportuali denunciano che i varchi automatici non funzionano sempre e che anche i passeggeri già registrati nel sistema, che dovrebbero poter evitare le code, sono spesso costretti a ripetere integralmente la procedura, aggravando la congestione.

Insomma l’Europa si modernizza e vuole sapere  quando arrivi e quando parti, non è un caso se l’innovazione si chiama Sistema di Entrata e Uscita. Procedura che si attiva alla prima data di partenza e procedura simile anche prima del volo di ritorno, ma qui poiché sei già registrato, tutto dovrebbe essere più veloce con il sistema che dovrebbe subito riconoscerti, confermare la tua presenza in partenza e che non hai superato il periodo di validità del tuo visto turistico di 90 giorni; ebbene è proprio in questa fase che sembrano registrarsi problemi.

 

Un aspetto che val la pena evidenziare: il sistema EES si applica a tutti i punti di ingresso Schengen. Per la maggior parte dei viaggiatori, questo significa un aeroporto, ma se arrivate in Europa con altri mezzi, dovrete comunque passare attraverso il sistema EES. Viaggiate da Londra a Parigi con l’Eurostar? Il vostro ingresso in Europa avverrà alla stazione di St. Pancras International, dove passerete i controlli EES di immigrazione francesi prima di salire a bordo del treno.

Abbiamo aperto con un “dalle stelle alle stalle” e altrettanto vogliamo fare in chiusura: controlli ultramoderni per chi si muove usando frontiere ufficiali, controlli colabrodo per chi sale su un barcone e fa rotta verso un paese d’Europa: questo si che è un leap quantico o quantistico che dir si voglia.

                                                                                             

 

Tratto da Aviation-Industry-News.com