Intesa per un’acquisizione in contanti da 5,7 miliardi di sterline. Il colosso del private equity supera Castlelake e aggira i vincoli UE su proprietà e diritti di volo lasciando la maggioranza a soci europei

 

Svolta storica nei cieli europei: il consiglio di amministrazione di EasyJet ha accettato ufficialmente l’offerta di acquisto da parte di Apollo Global Management, una delle più grandi società di private equity al mondo. L’operazione, interamente regolata in contanti, valuta la compagnia aerea low-cost britannica circa 5,7 miliardi di sterline (pari a circa 6,6 miliardi di euro).

L’intesa segna la fine di un acceso testa a testa finanziario con la rivale statunitense Castlelake, che nei giorni scorsi si è ritirata dalla corsa per non scatenare un’asta al rialzo insostenibile. Per EasyJet, quotata alla Borsa di Londra dal 2000, si tratta dell’uscita dai mercati azionari pubblici e dell’ingresso in una nuova era sotto la proprietà di un fondo d’investimento privatizzato.

Il nodo delle norme UE e la quota di blocco

Per far decollare l’acquisizione nel rispetto dei rigidi vincoli regolatori dell’Unione Europea e del Regno Unito — che impongono la maggioranza della proprietà e del controllo a soggetti comunitari/britannici per il mantenimento dei diritti di volo — Apollo ha strutturato un’operazione complessa.

Il fondo statunitense deterrà una partecipazione diretta limitata al 49,9%. La maggioranza relativa resterà legata a investitori europei: il fondatore di EasyJet, Sir Stelios Haji-Ioannou, e la sua famiglia mantengono una quota significativa nel nuovo assetto, affiancati da un trust con sede nell’UE.

Strategia e continuità operativa

Apollo ha rassicurato mercati e dipendenti dichiarando di voler sostenere il piano strategico a lungo termine della compagnia, confermando l’attuale operatività e mantenendo la sede centrale nell’hub storico di Luton, a nord di Londra.“EasyJet è un leader dell’aviazione europea con una posizione di mercato unica e un marchio straordinario. Apollo intende supportare il management per accelerare la crescita sostenibile della flotta e del network”.

L’operazione riflette il forte ritorno d’interesse del private equity internazionale verso il settore del trasporto aereo low-cost, resiliente sul medio raggio e capace di generare elevata liquidità.

I prossimi passi

Il completamento della transazione resta soggetto al voto formale degli azionisti e al via libera finale delle autorità garanti della concorrenza e dei regolatori dell’aviazione civile (CAA e Commissione UE). Salvo intoppi burocratici, la chiusura dell’operazione (closing) è prevista entro il primo trimestre del 2027.