Presentato il claim “Che Spettacolo L’italia! What A Movie Italia Is!”Stanziamenti fino a 400mila euro per promuovere l’Italia sul grande schermo

 

Di Tiziana Conte

 

Presentato alla Festa del Cinema di Roma il progetto “Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is!”. Attori e registi racconteranno i territori protagonisti delle riprese. L’iniziativa sperimentale durerà un anno. Il settore genera già 600 milioni di euro l’anno

Il cinema come strumento di promozione turistica, i set come porte d’accesso ai territori e le storie raccontate sul grande schermo come invito a partire. È questa la scommessa del Ministero del Turismo, che alla Festa del Cinema di Roma ha presentato “Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is!”, il progetto istituzionale dedicato allo sviluppo del cineturismo. L’iniziativa punta a trasformare film e serie televisive in occasioni concrete per far conoscere città, borghi, paesaggi e località italiane, attraverso contenuti audiovisivi pensati per accompagnare le opere cinematografiche e televisive.

A illustrare il progetto è stato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi:«L’Italia del turismo è l’Italia dell’entusiasmo, della bellezza», ha dichiarato, sottolineando il ruolo degli operatori del settore nel valorizzare il Paese. Il cinema, secondo il ministro, condivide con il turismo la capacità di raccontare la creatività e il patrimonio nazionale. «Credo che il cinema e il turismo siano accomunati dal senso di un’Italia della creatività e della bellezza e dal voler portare i nostri contenuti, le nostre narrazioni, i nostri racconti e la nostra storia». Da qui la conclusione: «l’Italia è uno spettacolo». Il cuore del progetto saranno i cosiddetti film turismo: brevi produzioni audiovisive originali, realizzate in qualità cinematografica, acquisite e diffuse con l’obiettivo di valorizzare i luoghi che hanno ospitato le riprese. Non semplici filmati promozionali, ma racconti affidati agli stessi protagonisti delle opere appena viste. Attori, co-protagonisti e registi accompagneranno infatti il pubblico alla scoperta delle location e delle scene più significative, svelando il legame tra la narrazione cinematografica e i territori che l’hanno resa possibile.

L’obiettivo è andare oltre la funzione tradizionale dell’ambientazione. Le località coinvolte dovranno avere un ruolo riconoscibile nelle storie, diventando parte integrante del racconto e acquisendo una propria identità agli occhi degli spettatori. Dai borghi alle città d’arte, dalle isole alle aree rurali, il progetto mira così a intercettare un pubblico che sempre più spesso sceglie la propria destinazione anche sulla base di immagini, personaggi e atmosfere incontrati sullo schermo.

I contenuti avranno una durata compresa tra cinque e dieci minuti, in relazione al tipo di produzione a cui saranno abbinati: film destinati alle sale cinematografiche, film per la televisione oppure serie televisive, sia lunghe sia in formato miniserie. La proiezione del contenuto turistico sarà annunciata nei titoli di testa dell’opera principale con la dicitura «Quest’opera promuove lo sviluppo del turismo italiano». Il film turismo verrà quindi proposto al termine della visione, quando il pubblico avrà già familiarizzato con i luoghi e potrà essere maggiormente predisposto a visitarli.

Le proposte potranno essere presentate dai produttori al Ministero del Turismo. Una commissione valuterà la coerenza dei progetti con le finalità di promozione turistica previste dall’iniziativa. Per la realizzazione e l’acquisizione dei contenuti, oltre che per le attività di distribuzione e divulgazione, sono previsti stanziamenti fino a 400mila euro, con importi differenziati in base alla tipologia di opera alla quale i film turismo saranno associati. Il progetto, curato dal Ministero in collaborazione con ENIT Spa, avrà carattere sperimentale e una durata di un anno. L’avviso pubblico sarà reso noto martedì 10 novembre 2026.

 

 

Un mercato da 600 milioni

La scelta del Ministero si inserisce in un settore che presenta già numeri significativi. Secondo i dati di JFC Tourism & Management, il turismo legato a film e serie televisive genera in Italia circa 600 milioni di euro all’anno, con 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati alle produzioni audiovisive e oltre 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi diventati riconoscibili grazie al cinema e alla televisione. A spingere il fenomeno è una domanda sempre più orientata alle esperienze: il viaggio non si limita alla visita di un monumento o di un paesaggio, ma diventa la possibilità di ritrovare dal vivo ambientazioni, atmosfere e immaginari già conosciuti attraverso una storia. Una tendenza che può intrecciarsi anche con l’enogastronomia e con la scoperta delle tradizioni locali. Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, il 29% dei viaggiatori italiani è stato influenzato da contenuti audiovisivi nella scelta della destinazione o delle esperienze da vivere, quattro punti percentuali in più rispetto al 2024.

Le opportunità riguardano sia i luoghi già affermati sia le destinazioni meno conosciute, che possono trovare nella visibilità cinematografica un’occasione per ampliare la propria notorietà. Chianti, Montepulciano ed Etna sono tra le mete associate al cosiddetto set-jetting, il viaggio ispirato alle location di film e serie, anche in chiave enogastronomica. Altre località possono beneficiare dell’attenzione internazionale generata da produzioni di grande richiamo, come Favignana, le isole Egadi, le Eolie e Ostia.

 

L’effetto Nolan e il caso di Milano

Tra gli esempi più recenti citati nel panorama del cineturismo c’è “L’Odissea” di Christopher Nolan, arrivato nelle sale nel luglio 2026. Le location italiane del film sono al centro del cosiddetto “Nolan effect”, espressione che descrive la capacità di una produzione di trasformare i luoghi delle riprese in mete desiderate dal pubblico. Per Favignana, le prime stime indicano un potenziale impatto economico di circa 287 milioni di dollari nei prossimi tre anni, con ricavi complessivi che potrebbero superare i 500 milioni di dollari nel lungo periodo. Si tratta di proiezioni, il cui effettivo risultato dipenderà dalla capacità del territorio di intercettare e gestire i flussi.

L’isola siciliana, già utilizzata come set per produzioni italiane come “I Leoni di Sicilia” e “Makari”, ha registrato nel 2025 un aumento del 7% delle presenze turistiche, concentrate soprattutto in cinque mesi dell’anno. Un dato che evidenzia anche la sfida della destagionalizzazione: trasformare la popolarità di una location in un beneficio duraturo per l’economia locale. Sempre in Sicilia, “The White Lotus” aveva contribuito ad accendere i riflettori su Taormina, con un indotto turistico stimato in 138 milioni di euro. A Milano, invece, l’uscita di “Il Diavolo veste Prada 2” è stata seguita da un aumento del 18% dei flussi pedonali medi giornalieri di turisti stranieri nelle principali location del film, secondo un’analisi del centro studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, realizzata attraverso la piattaforma Cities Analytics. La crescita ha raggiunto il 28% nell’area Cairoli-Palazzo Clerici, il 17% tra Galleria Vittorio Emanuele II e Duomo, il 14% a Brera e il 13% a Montenapoleone.

Anche Roma beneficia dell’effetto delle produzioni internazionali. Dopo la quinta stagione di “Emily in Paris”, che racconta tra l’altro il soggiorno nella Capitale del personaggio Luc in una struttura gestita da suore, è cresciuta l’attenzione verso l’ospitalità religiosa. Il 10 gennaio 2026 il quotidiano britannico The Times ha dedicato un approfondimento al successo e all’economicità di queste strutture. Fabio Rocchi, portavoce dell’associazione Ospitalità Italiana Religiosa, ha riferito a Repubblica Roma che, dopo la pubblicazione dell’articolo, «l’interesse dei visitatori stranieri nei confronti di queste strutture è aumentato dell’11,5%», sulla base delle visite registrate sul portale dell’associazione.

È in questo scenario che si colloca la nuova iniziativa del Ministero: strutturare il rapporto tra industria audiovisiva e promozione turistica, facendo del racconto cinematografico uno strumento aggiuntivo per distribuire i flussi, valorizzare le identità locali e rafforzare la visibilità internazionale dell’Italia. La sperimentazione dei film turismo servirà a verificare se la forza evocativa dello schermo possa tradursi in un richiamo concreto per i viaggiatori e in nuove opportunità per i territori.