Nonostante le difficoltà geopolitiche e i costi elevati per il settore aeronautico, il colosso dei cieli chiude il semestre in utile, puntando forte sulla flotta e sui servizi cargo
Il principale vettore di Dubai ha reso noti i dati economici relativi ai primi sei mesi dell’anno fiscale 2026-2027, evidenziando una chiusura d’esercizio comunque in attivo. Nonostante una serie di ostacoli operativi e le forti tensioni geopolitiche nell’area del Golfo, l’azienda è riuscita a mantenere la redditività, sebbene in flessione rispetto ai periodi record precedenti.
Una frenata guidata dai costi e dalle tensioni regionali
Nel corso del semestre, il Gruppo ha registrato un utile prima delle imposte pari a 4,1 miliardi di AED (circa 984 milioni di euro), segnando una contrazione del 66% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Anche i ricavi complessivi hanno subito una flessione del 12%, attestandosi a 66,2 miliardi di AED (circa 15,9 miliardi di euro).
Tra le cause principali di questo rallentamento figurano l’impatto del conflitto regionale — che ha comportato chiusure intermittenti dello spazio aereo e restrizioni operative — e il rincaro dei prezzi globali del carburante per l’aviazione. Quest’ultimo, in particolare, ha inciso pesantemente sui bilanci, nonostante l’efficace mitigazione ottenuta tramite le strategie di copertura finanziaria (hedging) messe in campo dalla compagnia.

La tenuta delle divisioni e il boom del settore merci
La compagnia aerea ha registrato un utile prima delle imposte di 3,7 miliardi di AED, risentendo maggiormente dell’andamento dei mercati e della riduzione temporanea dei voli passeggeri. Tuttavia, a compensare parzialmente la contrazione della domanda turistica ci ha pensato la divisione cargo, “Emirates SkyCargo”, che ha beneficiato dell’aumento della domanda da parte degli spedizionieri a causa delle difficoltà registrate sulle rotte marittime commerciali.
Dal canto suo, la società di servizi aeroportuali e di catering d’area ha chiuso il semestre con un utile prima delle imposte di 410 milioni di AED, risentendo anch’essa dei minori volumi in alcune aree geografiche, ma confermando la solidità della propria presenza internazionale grazie a nuovi contratti e licenze strategiche in Europa e in altri mercati chiave.

Investimenti costanti e prospettive future
Nonostante lo scenario complesso, i vertici aziendali hanno confermato la volontà di non interrompere i piani di crescita e ammodernamento. Proseguono infatti i grandi investimenti per l’aggiornamento delle cabine di pilotaggio e dei velivoli, l’introduzione di tecnologie di connettività avanzate come “Starlink” e la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche, tra cui il futuro centro di ingegneria e manutenzione presso l’aeroporto internazionale Al Maktoum.
Guardando alla seconda metà dell’esercizio, il Gruppo si muove con un cauto ottimismo, puntando sui propri punti di forza storici: sicurezza, qualità dell’offerta e una gestione finanziaria prudente ma orientata al lungo termine.
Sua Altezza lo Sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, Presidente e Amministratore Delegato di Emirates Airline e del Gruppo Emirates, ha tracciato il bilancio di un semestre particolarmente complesso, segnato da tensioni regionali e da un forte aumento dei costi energetici, evidenziando tuttavia la resilienza del modello aziendale e l’impegno costante del personale. Nonostante le difficoltà, la domanda della clientela è rimasta solida e il settore cargo ha garantito un sostegno determinante per preservare i flussi di cassa e i ricavi, sebbene i prezzi del carburante per l’aviazione siano raddoppiati rispetto all’anno precedente pesando sulla redditività complessiva. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Esecutivo degli Emirati Arabi Uniti per la pronta gestione della crisi e il coordinamento delle parti coinvolte, fattori che hanno reso possibile la ripresa in sicurezza dei collegamenti aerei e la riconsiderazione delle allerte di viaggio. Questa stabilità ha permesso di riavviare regolarmente le attività e di portare avanti senza interruzioni i piani di sviluppo e l’espansione della flotta, confermando la determinazione del gruppo nel mantenere la propria competitività e nel far fronte agli scenari esterni avversi. Guardando alla seconda parte dell’anno fiscale, l’atteggiamento resta prudentemente fiducioso: mantenendo alta l’attenzione sull’andamento delle spese e sul contesto geopolitico, l’azienda continua a puntare sui pilastri storici di sicurezza, eccellenza qualitativa e cura del passeggero, forte di una solida stabilità economica e di basi strutturate nel tempo per superare le oscillazioni di mercato
