Crociere e Traghetti

Il valore di Costa Crociere per il sistema paese Italia nel 2008

Pubblicato: lunedì 1/giugno/2009 alle 11:15 am   /   by   /   commenti (0)

costa-classicaLo studio del MIP, School of Management del Politecnico di Milano, ha evidenziato che nel 2008 Costa Crociere ha generato in Italia un impatto economico di oltre 1,1 miliardi di euro.  In particolare il valore complessivo apportato da Costa Crociere al sistema Italia nel 2008 si può attribuire a molteplici elementi, sintetizzabili nei seguenti punti: l’indotto sui porti, l’indotto sugli aeroporti, le spese legate al trasporto per raggiungere il porto di imbarco, le spese generali (ovvero la quota parte dei costi a  bilancio di Costa Crociere 2008 legata ai fornitori italiani), le tasse e le imposte sul reddito e l’investimento in nuove navi.

Il valore dell’indotto di Costa Crociere sul sistema Italia corrisponde all’incirca a 2,4 volte il valore dello stanziamento del Governo per la Social card, ed è paragonabile al valore stanziato dal FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti) per le PMI nell’ambito del Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP 2007-2013), nello specifico per tutte le operazioni di Venture Capital e Garanzie.

Per meglio comprendere il fenomeno è opportuno innanzitutto considerare il numero di passeggeri imbarcati e in transito nei porti italiani nel corso del 2008 su navi Costa Crociere. In particolare oltre un milione e mezzo di persone si sono imbarcate o hanno transitato nei principali 9 porti italiani considerati (Savona, Venezia, Civitavecchia, Napoli, Ancona, Bari, Palermo, Messina e Catania) su navi Costa Crociere; di questi il 32% passa per il porto di Savona, che con circa 300.000 passeggeri imbarcati è considerato il principale porto italiano di imbarco e sbarco seguito da quello di Venezia, mentre i porti Siciliani  e del meridione hanno il maggior numero di passeggeri in transito.

  CATEGORIA VALORE COSTA CROCIERE (€) IMPATTO SUL SISTEMA PAESE

1

INDOTTO SUI PORTI

53.004.168

LOCALE SUI SINGOLI PORTI E CITTA’

2

INDOTTO SU AEROPORTI

13.230.608

LOCALE SUI SINGOLI AEROPORTI E CITTA’

3

TRASPORTO

51.750.689

REGIONI LIMITROFE AI PORTI DI IMBARCO

4

SPESE GENERALI

419.359.622

TOTALE ITALIA

5

INVESTIMENTI NAVI

589.550.000

TOTALE ITALIA

6

TASSE E IMPOSTE

16.247.803

TOTALE ITALIA E REGIONE LIGURIA
  Totale

1.143.142.890

TOTALE ITALIA

Figura 1 – L’indotto di Costa Crociere sul sistema Italia per l’anno 2008

Analizzando più approfonditamente ogni singola voce che costituisce l’indotto di Costa Crociere per il sistema Italia (cfr. Figura 1), si nota come l’indotto sui porti sia legato a valori fissi quali fee portuali, tasse, security, assistenza ai passeggeri ma anche all’indotto creato dagli ospiti. Come porto esemplificativo dell’analisi è interessante esaminare il caso di Savona: essendo il principale porto di imbarco crea un notevole indotto alla città in termini di impatto sull’industria alberghiera e della ristorazione (molte persone, infatti, decidono di alloggiare la sera prima dell’imbarco, questo anche grazie alla comodità della location degli alberghi, che sono situati in prossimità del porto), nonché sulle attività presenti all’interno del porto quali il bar, l’edicola e il parcheggio. I porti di Venezia e di Civitavecchia, invece, creano notevoli impatti rispettivamente sulle città di Venezia (quasi 1,8 milioni di euro) e di Roma (oltre 5,6 milioni di euro): l’effetto generato è legato ai passeggeri in transito che scendono dalla nave per fare un’escursione, creando, quindi, un impatto in termini di pasti consumati, trasporto, visite ai musei/chiese e acquisto di souvenir.  In termini relativi, grazie allo studio dell’indotto diretto sul porto, si evidenzia che Costa Crociere incide sulla città di Savona per l’1% del PIL cittadino e per lo 0,4% sul PIL della città di Civitavecchia.

Oltre all’analisi dell’indotto diretto sui porti è stato considerato anche l’indotto diretto generato dai passeggeri di Costa Crociere sugli aeroporti italiani. Si tratta di oltre 100.000 passeggeri che utilizzano l’aereo per raggiungere tutte le mete. L’indotto è generato dalle spese sostenute dai passeggeri in aeroporto per pasti e souvenir e dalle spese di trasporto per raggiungere l’aeroporto dalla città di residenza (auto propria, taxi, mezzi pubblici ed eventuale parcheggio). Il sistema aeroportuale di Milano (aeroporti di Malpensa e Linate) è responsabile del maggior traffico con oltre 50.000 passeggeri che si imbarcano e su cui Costa Crociere crea un indotto di oltre 8 milioni di euro.

Inoltre, Costa Crociere crea un indotto nelle regioni limitrofe al porto di imbarco, correlato ai costi di trasporto sostenuti dai crocieristi per raggiungere il porto. Tali costi sono, nella maggior parte dei casi, sostenuti direttamente dai crocieristi che impiegano, quindi, mezzi propri per imbarcarsi  (pedaggio autostradale, costo del carburante, pasti in viaggio), mentre solo una parte minor parte è legata ai trasferimenti di terra e aerei acquistati dai passeggeri. Nello specifico, il porto di Savona, proprio per il fatto di essere il porto di imbarco principale, crea un indotto al territorio ligure e limitrofe di oltre 22 milioni di euro legato al trasporto dei crocieristi dalle loro abitazioni al porto, di cui il 70% dell’indotto del trasporto su Savona è da attribuire ai crocieristi che autogestiscono il proprio trasporto.

Considerando le voci di indotto finora analizzate (indotto diretto sui porti e indotto legato ai trasporti), si osserva come in media ogni passeggero che si imbarca sui porti considerati, crei un indotto di 42 € che impatta direttamente sul porto in questione ed un ulteriore indotto diretto pari a 78 € nelle regioni limitrofe, dovuto al trasporto verso il porto di imbarco; mentre in media ogni passeggero che transita sui porti considerati crea un indotto di 37 € che impatta direttamente sulla città del porto in questione.

Oltre all’indotto diretto su porti e aeroporti e all’indotto dovuto al trasporto per raggiungere i porti di imbarco, Costa Crociere genera un indotto di quasi 420 milioni di euro su imprese italiane fornitrici di beni e servizi per l’esercizio dell’attività crocieristica.

Tale impatto è da considerarsi con una duplice valenza sia a livello quantitativo, ovvero misurata in termini di incidenza diretta sul fatturato di alcune aziende significative (ad esempio Costa Crociere incide per l’1% sul fatturato di una nota marca di acque minerali, valore paragonabile all’incidenza del fatturato di una piccola catena di supermercati), sia a livello strategico, ovvero il fatto che per alcuni fornitori, specialmente quelli di Food&Beverage, Costa Crociere è considerata come un “medium” e funge, quindi, da ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Inoltre per altri fornitori si riscontra un indotto sia a livello diretto che a livello indiretto, nonché un beneficio per il fornitore, relativo al conseguimento di economie di scala e all’opportunità di servire anche altri clienti: ad esempio, per i fornitori di logistica sottobordo, l’incidenza di Costa Crociere sul loro fatturato raddoppia se si considera il fatturato indotto dovuto alle consegne in porto dei prodotti dei concessionari di bordo di Costa Crociere.

Considerando l’indotto corrente del 2008, dovuto alle voci finora analizzate e legato, quindi, alle spese generali correnti, all’indotto diretto su porti e aeroporti e all’indotto legato al trasporto per raggiungere i porti di imbarco, si osserva che l’impatto sulle singole regioni italiane di Costa Crociere si concentra su 4 regioni principali: Liguria (202 mln €), Lombardia (104 mln €), Lazio (71 mln €) e Sicilia (49 mln €).

Inoltre una quota rilevante dell’indotto generato per il sistema Italia è legato alla quota parte del 2008 dell’investimento in nuove navi, pari a 589,5 mln €. Costa Crociere, infatti, ha affidato la costruzione di 5 navi a Fincantieri in qualità di main contractor, di cui 2 navi in varo nel 2009 (Costa Luminosa e Costa Pacifica). Costa Luminosa è stata costruita a Porto Marghera (VE) e presso lo stesso cantiere si sta costruendo anche la Costa Deliziosa (in varo nel 2010);  Costa Pacifica, invece, è stata costruita nel porto di Sestri Ponente (GE). Le regioni italiane che traggono maggior beneficio dall’indotto legato all’investimento navi (utilizzando il numero dei fornitori come proxy del valore effettivo) sono quelle in cui è presente il cantiere che le ha costruite. La Lombardia è al secondo posto per la presenza di imprese in tutti gli ambiti di attività della costruzione della nave (non solo del settore Arredamento), mentre il Friuli-Venezia Giulia è tra le prime 4 regioni per numero di fornitori nelle attività di costruzione delle navi grazie alla prossimità alla sede di Fincantieri. A titolo d’esempio, con riferimento a Costa Pacifica, costruita a Sestri Ponente (GE), il 43% dei fornitori italiani coinvolti (per un totale di 488) ha sede in Liguria, il 19% in Lombardia, il 13% in Friuli Venezia Giulia, il 7% in Campania, il 7% in Veneto.

Infine, per quanto riguarda le tasse e le imposte, si evidenziano due principali tipologie: le imposte sul reddito a livello nazionale, in cui si ricorda che per la disciplina marittima vige un regime di tassazione agevolato, e le imposte locali, come le addizionali IRPEF comunali e regionali e l’ICI. Il fatto che Costa Crociere batta bandiera italiana implica non solo il pagamento delle imposte sul reddito per i redditi imponibili generati direttamente da Costa Crociere (per un importo di 10 mln €), ma anche i concessionari di bordo, poiché sono registrati in Italia e sono soggetti a tassazione secondo le regole del Registro Internazionale (per un importo di 3,5 mln €). Analogamente, proprio per il fatto di battere bandiera italiana e avere sede a Genova, Costa Crociere paga l’addizionale IRPEF comunale e regionale, oltre che per i dipendenti impiegati presso la sede, anche per i lavoratori marittimi, sia comunitari che extracomunitari: l’incidenza dell’addizionale comunale IRPEF versata al comune di Genova per il 2008 da parte di Costa Crociere è pari all’1,3% del gettito complessivo.

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