Più di 300 tra buyer ed espositori e circa 1000 presenze hanno aderito alla Fiera Internazionale del Turismo di Lusso Sostenibile

 

Di Tiziana Conte

 

Sostenibilità e innovazione sono le nuove sfide per chi opera in un mercato sempre più esigente come quello del turismo di alta gamma. Spunti di riflessione e analisi su questi temi che aprono un nuovo scenario del settore, sono emersi dal “Forum sul Turismo di Alta gamma e Sostenibilità”, momento clou di Ecoluxury Fair 2025 che si è svolta a Roma nelle sale di Spazio Field, a Palazzo Brancaccio.

Alla Fiera Internazionale del Turismo di Lusso Sostenibile, presieduta da Enrico Ducrot, ceo di Ecoluxury e Viaggi dell’Elefante, hanno aderito più di 300 tra buyer ed espositori e circa 1000 presenze. Il Forum, moderato da Roberto Gentile, editorialista turistico, ha visto la partecipazione di esperti e personaggi di spicco come Sua eminenza Neytrul Ngawang Shetdrup Rinpoche, presidente della Neyphug Foundation Paro in Bhutan.

Ospite d’onore, Sua eminenza Neytrul Rinpoche, una delle voci più autorevoli del buddhismo internazionale, ha offerto una riflessione sul “Modello Bhutan” e sulla Felicità Interna Lorda (FIL), principio che ridefinisce il concetto stesso di progresso. Andrea Agazzani, head of market & project manager Thrends ha presentato e commentato il primo report dell’Osservatorio Ecoluxury realizzato con Thrends, da cui è emerso un quadro generale dell’impegno in sostenibilità degli hotel 5 stelle in Italia. Sul tema “Società benefit, Il modello Ecoluxury” ha parlato Stefano Bonetto, project manager Territori Sostenibili.

I numeri del Report 2025     

I dati dell’Osservatorio Ecoluxury snocciolati da Andrea Agazzani confermano che i viaggiatori del segmento luxury sono disposti a spendere fino al 30% in più per strutture impegnate in progetti di sostenibilità ma a fronte di 745 hotel a 5 stelle censiti solo uno su tre ha attivato almeno un progetto di sostenibilità nei quattro cluster individuati da Ecoluxury: tutela della biodiversità e del paesaggio, uso di tecnologie e materiali a basso impatto ambientale, valorizzazione nel patrimonio storico e artistico locale, promozione dell’occupazione e delle filiere locali.

Considerate le principali certificazioni sostenibili (GSTC, Green Key, Green Globe, DCA-ESG e schemi secondari), appena il 17% degli hotel 5 stelle risulta certificato. In quest’ottica è stato presentato l’Ecoluxury Program, il nuovo schema di attestazione basato sulla norma ISO 17065, con procedure certificate, auditor qualificati e 200 requisiti vincolanti per contrastare il greenwashing. Stefano Bonetto ha sottolineato come dallo studio è evidente un ritardo sistemico rispetto alle tendenze globali che vedono nella sostenibilità un pre requisito competitivo: meno del 20% degli hotel a 5 stelle italiani possiede certificazioni di sostenibilità riconosciute a livello internazionale e solo un terzo ha intrapreso progetti concreti in ambito ESG (Environmental, Social, Governance).

Un ritardo nella transizione verso modelli di business che privilegiano gli aspetti della sostenibilità ambientale: dall’azione di ottimizzazione dei costi di gestione delle forniture energetiche al riciclo dei prodotti di scarto fino alla visibilità social e mediatica, senza dimenticare l’impatto positivo sulle popolazioni locali e sugli habitat oltre che sul patrimonio artistico.

 

Al Nord gli hotel più virtuosi

Il primo Ecoluxury Report evidenzia che solo 121 strutture italiane a 5 stelle, sulle 745 censite, risultano certificate secondo uno degli schemi di sostenibilità presi in considerazione e di queste il 64% appartiene a catene internazionali o nazionali. A livello regionale, Lombardia, Toscana e Veneto concentrano il 60% degli hotel certificati. Tra gli hotel che hanno avviato almeno un progetto di sostenibilità – il 33% del totale – si registra che l’86% delle iniziative rilevate rientra nelle Green Solutions, con interventi che spaziano dalle energie rinnovabili alla riduzione dei rifiuti e ai modelli di economia circolare. Più disomogenea l’attenzione rivolta alla conservazione della biosfera e delle specie.

A fronte di un ricco sistema di parchi e aree protette, la tutela della fauna e degli habitat è spesso percepita “come un compito istituzionale – riporta una sintesi dello studio – meno integrato nella gestione diretta delle strutture ricettive rispetto a quanto accade in destinazioni, soprattutto extraeuropee, dove la conservazione è parte integrante dell’esperienza turistica”. Uno dei punti di forza del modello italiano resta il recupero storico-culturale: valorizzazione di borghi e dimore storiche, tradizioni e mestieri antichi sono elementi naturali e profondamente radicati nel sistema turistico nazionale. Nell’ottica di un rapporto sempre più virtuoso tra territorio e ospitalità, si inserisce anche il “Modello Bhutan” della Felicità Interna Lorda (FIL), presentato da Sua Eminenza Neytrul Rinpoche, un principio che ridefinisce il concetto stesso di progresso misurando la ricchezza di un Paese attraverso la felicità del suo popolo per una riflessione profonda su come il benessere interiore possa diventare una vera strategia di sviluppo.

 

Le conclusioni

Nel corso della mattinata sono emerse anche le più recenti tendenze e prospettive degli hotel a 5 stelle e dei viaggiatori come nuove aperture in luoghi meno turistici che alimentano l’interesse per nuovi territori da scoprire e un forte investimento sui family hotel di lusso. Andrea Agazzani di Thrends ha evidenziato che entro il 2028 in Italia ci saranno altri 170 hotel 5S, superando quota 900 strutture sul territorio nazionale, collocando il Belpaese al secondo posto globale dietro solo la Cina.

Per il comparto 5 stelle italiano, lo studio evidenzia diversi elementi da migliorare a partire dall’assenza di un percorso di sostenibilità per molte strutture che, pur essendo impegnate in progetti sostenibili, non sono certificate.

“La sostenibilità – conclude Enrico Ducrot – viene spesso percepita come valore accessorio e non come parte integrante del posizionamento di lusso, invece è un elemento centrale nelle scelte degli ospiti: le statistiche ci dicono che i viaggiatori del target di alta gamma sono pronti a spendere di più nella scelta fra un prodotto tradizionale ed uno sostenibile, però dobbiamo lavorare nella catena dell’offerta del prodotto spiegando i benefici prodotti per le comunità locali in quanto il cliente vuole poi verificare la destinazione di quel 10, 20, 30% pagato in più”.

 

Il modello Ecoluxury

Il report è sviluppato a partire dal modello Ecoluxury, il marchio ideato da Enrico Ducrot, giunto al suo ventesimo anniversario, che ormai custodisce il valore della sostenibilità ambientale. È un brand che indirizza i clienti verso destinazioni e sistemazioni di lusso impegnate nella missione comune di finanziare progetti ambientali, di tutelare il patrimonio artistico e culturale, o di supportare l’identità sociale.

Nella collection internazionale di Ecoluxury figurano 95 strutture di eccellenza – 18 in Italia – impegnate in 300 progetti di sostenibilità ispirati a una visione integrata e multidimensionale del turismo di lusso responsabile. Il modello Ecoluxury supera la dimensione ambientale, articolandosi nei quattro cluster di sostenibilità (cultural heritage, biosphere conservation, green solutions, local socio-economic development) che sono alla base dello studio che fotografa l’impegno ambientale, sociale e culturale del comparto luxury hospitality in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Turismo etico e sostenibile: i viaggiatori disposti a spendere fino al 30% in più

Il Forum rappresenterà un momento di riflessione e confronto sulle trasformazioni in atto nel settore del turismo di alta gamma, sempre più orientato verso modelli di business che coniugano eccellenza e responsabilità ambientale e sociale. Con oltre 300 operatori internazionali presenti alla manifestazione, Ecoluxury Fair si conferma l’appuntamento di riferimento per chi crede in un lusso capace di restituire valore ai territori. Durante il Forum verranno presentati dati esclusivi che confermano come i viaggiatori del segmento luxury siano oggi disposti a spendere fino al 30% in più per strutture impegnate in progetti di sostenibilità.

 

Dal Pil alla Felicità Interna Lorda: la lezione del modello “Bhutan”

Ospite d’onore è Sua Eminenza Neytrul Rinpoche, Presidente della Neyphug Foundation, una delle voci più autorevoli del Buddhismo internazionale. Offrirà una riflessione sul “Modello Bhutan” e sulla Felicità Interna Lorda (FIL), principio che ridefinisce il concetto stesso di progresso.

 

Ecoluxury program per sostenere la transizione ecologica dei 5 stelle

Gli hotel a 5 stelle sono ancora in ritardo sul fronte dei progetti di sostenibilità energetica, come confermano gli studi di settore realizzati per Ecoluxury e illustrati nel corso del Forum. In quest’ottica sarà presentato l’Ecoluxury Program, il nuovo schema di attestazione basato sulla norma ISO 17065, con procedure certificate, auditor qualificati e 200 requisiti vincolanti per contrastare il greenwashing.

Il Forum sul Turismo di Alta Gamma e Sostenibilità, moderato da Roberto Gentile, giornalista ed editorialista turistico, si terrà mercoledì 13 novembre 2025 alle ore 9:30 presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio a Roma, nell’ambito dell’ottava edizione dell’Ecoluxury Fair, la fiera internazionale del turismo di lusso sostenibile.

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Il Forum rappresenterà un momento di riflessione e confronto sulle trasformazioni in atto nel settore del turismo di alta gamma, sempre più orientato verso modelli di business che coniugano eccellenza e responsabilità ambientale e sociale. Con oltre 300 operatori internazionali presenti alla manifestazione, Ecoluxury Fair si conferma l’appuntamento di riferimento per chi crede in un lusso capace di restituire valore ai territori. Durante il Forum verranno presentati dati esclusivi che confermano come i viaggiatori del segmento luxury siano oggi disposti a spendere fino al 30% in più per strutture impegnate in progetti di sostenibilità.

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Gli hotel a 5 stelle sono ancora in ritardo sul fronte dei progetti di sostenibilità energetica, come confermano gli studi di settore realizzati per Ecoluxury e illustrati nel corso del Forum. In quest’ottica sarà presentato l’Ecoluxury Program, il nuovo schema di attestazione basato sulla norma ISO 17065, con procedure certificate, auditor qualificati e 200 requisiti vincolanti per contrastare il greenwashing.