
di Stefano Modena
In Arabia Saudita l’arte non si cerca, si incontra. È nei gesti quotidiani, nelle superfici delle case, nei dettagli dell’architettura, nei ritmi delle comunità. Non vive solo nei musei o nelle grandi esposizioni, ma si manifesta come linguaggio condiviso, capace di raccontare storie antiche e visioni contemporanee in un dialogo continuo tra passato, presente e futuro. Dal deserto alle montagne, dalle tradizioni femminili dell’Aseer alle sperimentazioni della Biennale di Diriyah, la creatività saudita si rivela come un patrimonio diffuso, profondamente radicato nella vita delle persone.
QUANDO IL COLORE DIVENTA CASA: AL-QATT AL-ASIRI
Nel sud-ovest del Regno, nella regione montuosa dell’Aseer, l’arte prende forma sulle pareti domestiche. Al-Qatt al-Asiri è una tradizione pittorica femminile che trasforma le stanze delle case – in particolare quelle dedicate agli ospiti – in superfici vibranti di colori e geometrie. Non esistono bozzetti né progetti preparatori. Le donne si riuniscono, dipingono insieme, seguendo una conoscenza tramandata oralmente e gestualmente. Motivi geometrici, fiori stilizzati e simboli si combinano in composizioni spontanee che raccontano identità familiari, orgoglio comunitario e senso di appartenenza. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Al-Qatt al-Asiri è l’esempio perfetto di un’arte che non è oggetto, ma processo sociale, capace di rafforzare legami e trasmettere competenze tra generazioni.

PORTE CHE PARLANO: L’ARTE DELL’ACCOGLIENZA
Anche un elemento apparentemente funzionale come una porta può diventare racconto visivo. Nella regione del Najd, le porte tradizionali sono vere e proprie opere d’arte, scolpite e dipinte a mano da artigiani esperti. Triangoli, cerchi e linee dinamiche evocano protezione, prosperità e armonia con la natura. I colori, spesso ricavati da pigmenti naturali, dialogano con il legno di tamarisco, scelto per resistere alle condizioni climatiche del deserto. Ogni porta racconta la storia della casa e della comunità che la abita, diventando un segno distintivo dell’identità locale. L’arte non solo decora soltanto ma accoglie, protegge e comunica appartenenza.
A DIRIYAH IL PASSATO INCONTRA IL CONTEMPORANEO
Se le tradizioni raccontano l’anima profonda del Paese, la Diriyah Contemporary Art Biennale ne rappresenta lo slancio verso il futuro. Prima biennale d’arte contemporanea dell’Arabia Saudita, si svolge in un luogo altamente simbolico, Diriyah, prima capitale del Regno e sede del sito UNESCO di At-Turaif. La terza edizione, intitolata في الحِلّ والترحال (In Interludes and Transitions), aperta dal 30 gennaio al 2 maggio 2026, esplora i temi del movimento, delle migrazioni e delle trasformazioni. Rotte commerciali, viaggi, esilio e scambi culturali diventano chiavi di lettura per comprendere come storie, suoni e memorie abbiano attraversato la regione araba nel tempo. Distribuita tra il JAX District e gli spazi circostanti, la Biennale mette in dialogo architettura industriale, paesaggio storico e opere contemporanee. Con 68 artisti provenienti da oltre 37 Paesi, e più di 25 nuove commissioni, l’evento conferma la crescente apertura internazionale della scena artistica saudita, senza perdere il legame con le narrazioni regionali.

A woman and man painting at the Fatimah�s Museum of Aseeri Woman�s Heritage
UN’ARTE CHE SI ASCOLTA, SI ATTRAVERSA, SI CONDIVIDE
Alla Biennale, arti visive, musica e poesia si intrecciano, valorizzando le tradizioni orali e sonore come strumenti fondamentali di trasmissione culturale. Non solo oggetti da osservare, ma esperienze da attraversare, ascoltare e condividere. Workshop, incontri pubblici e programmi educativi ampliano il dialogo oltre gli spazi espositivi, coinvolgendo comunità locali e nuovi pubblici. L’arte diventa così piattaforma di confronto, capace di custodire la memoria collettiva e di accompagnare il cambiamento.
UN PAESE CHE SI RACCONTA ATTRAVERSO L’ARTE
In Arabia Saudita l’arte non è separata dalla vita ma la attraversa. Che si tratti di una parete dipinta, di una porta scolpita o di un’installazione contemporanea, ogni forma creativa racconta un modo di abitare il mondo. Per il viaggiatore curioso, il Regno offre un’esperienza culturale fatta di incontri silenziosi e rivelazioni inattese. L’arte non si limita a essere osservata, ma si vive, giorno dopo giorno, come parte integrante del paesaggio umano e sociale.