
Nel vasto e silenzioso paesaggio del North Dakota, dove le colline delle Badlands si frantumano in un mosaico di creste, canyon e praterie, sta nascendo un luogo destinato a cambiare la geografia culturale degli Stati Uniti. La Theodore Roosevelt Presidential Library and Museum, che aprirà il 4 luglio 2026, non sarà soltanto un museo dedicato al 26° presidente americano, ma un nuovo polo di viaggio per chi cerca natura, storia e architettura d’avanguardia in un’unica esperienza.
La scelta di costruirla a Medora, minuscola cittadina dal fascino western, non è casuale. È qui che Theodore Roosevelt trovò rifugio e rinascita dopo un periodo personale drammatico, ed è qui che maturò la sua visione di conservazione ambientale che avrebbe poi segnato la politica americana. Oggi Medora è la porta d’ingresso del Theodore Roosevelt National Park, un parco nazionale unico nel suo genere, l’unico negli Stati Uniti a portare il nome di una persona. Le sue tre unità – South Unit, North Unit ed Elkhorn Ranch – offrono panorami che sembrano usciti da un romanzo di frontiera: praterie infinite, mandrie di bisonti, cavalli selvatici, formazioni rocciose scolpite dal vento.

Visitare queste terre significa ripercorrere i passi di Roosevelt, che arrivò qui nel 1883 per cacciare i bisonti e scoprì invece un mondo capace di trasformarlo. La vita rude dei ranch, le notti stellate, il silenzio assoluto delle Badlands lo temprarono e gli offrirono quella “perfetta libertà” che avrebbe ricordato per tutta la vita. Fu qui che costruì il Maltese Cross Ranch e poi l’Elkhorn Ranch, oggi considerato la “casa spirituale” del Parco. Chi raggiunge questo luogo remoto percepisce ancora l’atmosfera di un’America primordiale, dove la natura detta il ritmo e l’uomo è solo un ospite.
La nuova Presidential Library vuole raccontare proprio questo legame profondo tra Roosevelt e il West, ma lo fa con un linguaggio architettonico sorprendentemente contemporaneo.
Il progetto, firmato dallo studio internazionale Snøhetta, immagina un edificio che sembra emergere dalla terra stessa: una struttura bassa, sinuosa, rivestita di materiali naturali e sormontata da un grande tetto verde che si confonde con la prateria. Non è un museo che domina il paesaggio, ma un museo che lo abbraccia, lo interpreta e lo restituisce al visitatore come parte integrante dell’esperienza.
La Library è destinata a diventare uno degli edifici più sostenibili al mondo. L’obiettivo è ottenere la prestigiosa certificazione Living Building Challenge, un traguardo raggiunto finora da pochissimi progetti globali. L’idea è che l’edificio “viva della terra”, proprio come Roosevelt imparò a fare nelle Badlands: energia prodotta dal sole, riscaldamento e raffrescamento garantiti da sistemi geotermici, acqua raccolta, filtrata e riutilizzata, vegetazione autoctona che ricopre il tetto e si estende nei terreni circostanti. Tutto è pensato per restituire più di quanto si consuma, in un equilibrio che richiama la filosofia conservazionista del presidente.

Per i viaggiatori, questo significa un nuovo motivo per spingersi in una regione ancora poco battuta dal turismo internazionale. Medora, con i suoi spettacoli western estivi, i piccoli ristoranti affacciati sulle colline e l’atmosfera da frontiera, diventerà il punto di partenza ideale per esplorare un territorio che unisce natura selvaggia, storia americana e architettura visionaria. Il parco nazionale offre sentieri panoramici, strade sceniche e incontri ravvicinati con la fauna, mentre la Library promette un percorso immersivo nella vita di Roosevelt, tra documenti storici, installazioni multimediali e spazi contemplativi affacciati sul paesaggio.
La data di apertura, il 4 luglio 2026, aggiunge un ulteriore valore simbolico: celebrare i 250 anni degli Stati Uniti con un luogo che racconta uno dei presidenti più iconici e, allo stesso tempo, propone un modello di futuro sostenibile. È un invito a riscoprire l’America delle grandi distese, quella che Roosevelt volle proteggere e che oggi torna protagonista attraverso un progetto culturale che guarda avanti di un secolo.