Dal 15 maggio al 21 giugno 2026, la storica città turca si trasforma in un museo diffuso.
41 artisti internazionali esplorano il legame tra cielo e terra nel cuore pulsante dell’antica Anatolia
Accanto alle rotte culturali consolidate di Istanbul, Ankara e Antalya, la Türkiye vede l’affermazione di nuovi e originali epicentri creativi. Tra questi, spicca la città-museo di Mardin che, dal 15 maggio al 21 giugno 2026, ospita la settima edizione della sua Biennale d’Arte Contemporanea, consolidandosi come uno dei laboratori estetici più stimolanti del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente.
Fondata nel 2010 e integrata nel network dell’International Biennial Association (IBA), la manifestazione nasce con l’obiettivo di tessere un dialogo culturale permanente tra l’Anatolia e le aree geografiche limitrofe.

Il tema del 2026: “SKYground” e la metafora del volo
L’edizione di quest’anno è firmata da Çelenk Bafra, direttrice artistica di Istanbul Modern e firma autorevole della curatela europea. Il fil rouge concettuale scelto è “GÖKzemin” / “SKYground”, un’indagine che connette la dimensione celeste a quella terrena, la memoria storica all’immaginazione collettiva.
A livello iconografico, la rassegna adotta la figura dell’uccello – simbolo ancestrale e ricorrente nella narrazione mesopotamica – come metafora di transito, libertà e unione tra popoli e territori distanti.
Un percorso espositivo diffuso e archeologico
Per la prima volta nella storia della kermesse, le installazioni non colonizzeranno soltanto il nucleo urbano antico, ma si estenderanno capillarmente sul territorio. Le opere site-specific e le performance dal vivo dialogheranno con le stratificazioni millenarie di siti di immenso valore spirituale e archeologico: l’antica area di Dara (nota come “l’Efeso della Mesopotamia”); il suggestivo Monastero di Deyrulzafaran; l’hammam storico Ateş Beyler a Kızıltepe; Spazi di vita quotidiana come il Kervansaray, il caffè Marangozlar Kahvesi e il Sakıp Sabancı Mardin City Museum.
Cartellone internazionale e focus territoriale
I direttori della Biennale, Döne Otyam e Hakan Irmak, hanno riunito 41 artisti e collettivi provenienti da 20 nazioni. Il programma fa coesistere grandi maestri della scena globale e talenti radicati nel sud-est della Türkiye, impegnati a riflettere su questioni cruciali quali le migrazioni, l’emergenza ecologica, la spiritualità e i traumi collettivi.
I protagonisti della rassegna
Tra le firme internazionali spiccano Alfredo Jaar, Michael Rakowitz, Slavs and Tatars, Basim Magdy, Šejla Kamerić, Hiwa K e Małgorzata Mirga‑Tas. La scena locale è invece rappresentata da autori quali Mehmet Ali Boran, Bawer Doğanay, Hüseyin Aksoy, Rozelin Akgün, Zahit Mungan ed Erkan Özgen.

Progetti speciali e public program
La proposta espositiva si arricchisce di importanti sinergie internazionali: la collaborazione con la House of Taswir per il progetto “Gaza Biennale Initiative” e quella con la Stadtkuratorin Hamburg per la sezione “From the Cosmos to the Commons”, focalizzata sui beni comuni e sulla riflessione politica. I momenti di massimo coinvolgimento del pubblico si concentreranno tra il 16 e il 18 maggio, per poi culminare nel fine settimana del 20-21 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate.
Guida al viaggio, cultura, architettura e sapori
Mardin si presenta ai visitatori come una fortezza di pietra scolpita dalla convivenza millenaria di fedi, lingue e civiltà. Oltre al percorso della Biennale, la destinazione offre un’immersione totale in un patrimonio unico, scandito dalle caratteristiche abbaras (i tipici passaggi coperti che tagliano i vicoli), dalla Grande Moschea e dalle storiche madrase di Zinciriye e Kasımiye.
La stratificazione storica si riflette anche a tavola, grazie a una gastronomia speziata che vanta piatti iconici come il sembusek (una sorta di calzone locale), l’içli köfte (polpette di bulgur ripiene) e il rinomato e antico vino siriaco.

Info utili per i visitatori
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Orari e ingressi: tutte le sedi della Biennale sono aperte tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 con ingresso gratuito (fanno eccezione le regole d’accesso indipendenti del Monastero di Deyrulzafaran e la chiusura del lunedì per il sito archeologico di Dara).
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Logistica: organizzata dalla Mardin Cinema Association con il sostegno di Peugeot come main sponsor, la città è facilmente raggiungibile. L’aeroporto locale è collegato con voli diretti di circa due ore da Istanbul, oltre che da Ankara, Smirne e Antalya. L’ospitalità spazia da affascinanti boutique hotel ricavati in palazzi d’epoca a strutture internazionali.
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Shopping tipico: filigrana d’argento artigianale, sapone naturale bıttım e le caratteristiche mandorle blu della regione.

