Viaggio nella valle dei re. Una sfilata di castelli straordinari, giardini geometrici e fiumi che raccontano la storia

 

Di Liliana Comandé

 

C’è un luogo in Europa dove la pietra calcarea si fa pizzo e l’acqua dei fiumi si trasforma in uno specchio per l’ego dei re. Quel luogo è la Valle della Loira, un fazzoletto di terra francese dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso per preservare un’armonia perfetta tra uomo, architettura e natura. Navigare, anche solo con la mente, lungo questo fiume sinuoso significa sfogliare un libro di favole a cielo aperto, dove ogni pagina è un castello e ogni capitolo un intrigo di corte.

 

 

Il viaggio non può che iniziare da quello che non è semplicemente un castello, ma una vera e propria dichiarazione di onnipotenza: Chambord. Immaginate di guidare attraverso una foresta fitta, grande quanto l’intera città di Parigi, e veder sbucare all’improvviso una selva di torri, camini e lucernari che bucano il cielo.

Voluto dal giovane re Francesco I, Chambord è un labirinto di pietra nato per impressionare. Il suo cuore pulsante è la celebre scala a doppia elica, attribuita al genio di Leonardo da Vinci: due rampe che salgono avvitandosi l’una sull’altra senza mai incrociarsi. Si può salire contemporaneamente, guardarsi attraverso le feritoie, ma senza incontrarsi mai. Un gioco di specchi che riassume perfettamente lo spirito dell’epoca.

 

 

Se Chambord è l’energia maschile della caccia e del potere, basta spostarsi di pochi chilometri per incontrare la grazia assoluta del “Castello delle Donne”: Chenonceau. Qui la pietra sfida la gravità e si fa ponte, fluttuando letteralmente sopra le acque del fiume Cher.

Entrando nelle sue sale, sembra quasi di sentire il fruscio delle vesti di seta di Diana di Poitiers e Caterina de’ Medici, le due grandi rivali che si contesero la sua bellezza. Le cucine, ricavate nei pilastri immersi nell’acqua, e i giardini speculari affacciati sul fiume regalano un’atmosfera di un’eleganza struggente, specialmente al tramonto, quando la luce dorata fa brillare i riflessi della corrente.

 

 

Poco più avanti, arroccato su uno sperone di roccia che domina la Loira, si trova Amboise. Questo castello racconta una storia di contaminazione e amore per l’Italia. Fu qui che Francesco I volle portare Leonardo da Vinci, offrendogli come dimora il vicino maniero di Clos Lucé.

Camminare oggi tra le stanze di Clos Lucé, dove lo scienziato passò i suoi ultimi anni circondato da progetti, macchine volanti e sogni, è un’esperienza che fa accapponare la pelle. La piccola cappella di Amboise custodisce le sue spoglie, rendendo questo angolo di Francia un santuario della mente umana.

 

 

Ma la Loira non è solo sfarzo reale, è anche l’arte di saper vivere. Lo si capisce visitando Villandry, l’ultimo dei grandi castelli rinascimentali costruiti lungo il fiume. Qui l’edificio fa quasi da spettatore al vero protagonista: il giardino.

Non un giardino qualunque, ma il più straordinario esempio di giardino decorativo all’andata del mondo. Disposti su diversi terrazzamenti, i ricami di bossolo disegnano i cuori dell’amore tenero, tragico e folle, mentre poco più in là l’orto botanico trasforma semplici ortaggi in geometrie di colori ipnotiche. È la dimostrazione che nella Loira persino un cavolo o un porro possono diventare un’opera d’arte.

 

Mentre il sole scende e accende di rosso le ardesie dei tetti di Azay-le-Rideau, un gioiello tascabile che sembra galleggiare sul fiume Indre come un giglio d’acqua, si comprende il vero segreto di questa valle. Non si viene qui per studiare la storia sui libri, ma per viverla attraverso i cinque sensi. Il profumo dei giardini di rose, il suono dell’acqua che accarezza le fondamenta di pietra, il sapore di un vino bianco di Vouvray sorseggiato all’ombra di una torre.

La Valle della Loira non è solo un itinerario turistico, è un invito a rallentare, a perdersi nelle simmetrie del passato e a riscoprire quella bellezza pura che, per qualche secolo, ha reso i re di Francia gli uomini più invidiati del mondo. E che oggi, fortunatamente, è lì ad aspettare chiunque abbia ancora voglia di sognare a occhi aperti.