La compagnia chiede riforme immediate a Parigi dopo il duro rapporto del Senato sulla DSNA

 

Ryanair ha lanciato un duro appello al Governo di Parigi affinché intervenga sulla gestione del controllo del traffico aereo francese (DSNA). La richiesta arriva in seguito a un’indagine del Senatore Vincent Capo-Canellas, che ha evidenziato carenze strutturali croniche: carenza di organico, bassa produttività e l’utilizzo di sistemi tecnologici obsoleti risalenti agli anni ’90.

Secondo il documento, in assenza di interventi radicali, lo spazio aereo francese rischia la paralisi entro il 2030, provocando la cancellazione strutturale dei voli e un danno economico stimato in 1,7 miliardi di euro all’anno per i vettori entro il 2035. Oltre ai problemi di ammodernamento e ai lunghi tempi di formazione del personale, la compagnia low-cost contesta la mancata tutela dei voli di sorvolo (ovvero i collegamenti tra Paesi terzi che attraversano i cieli francesi) durante le giornate di sciopero.

Il Chief Operations Officer di Ryanair, Neal McMahon, ha espresso la ferma condanna della compagnia con le seguenti dichiarazioni: “Questo rapporto del Senato francese conferma ciò che compagnie aeree e passeggeri sanno da anni: il controllo del traffico aereo francese è l’anello debole d’Europa, gravemente malgestito, sotto organico, poco produttivo e ancora basato su tecnologie che dovrebbero stare in un museum. È straordinario che la Francia utilizzi ancora strip cartacee per i piani di volo e sistemi radio obsoleti, mentre il suo cosiddetto programma di modernizzazione accumula oltre un decennio di ritardo. Non si tratta di sfortuna. Non si tratta di un problema di finanziamenti. Si tratta di un fallimento gestionale. Il rapporto chiarisce che, senza una riforma urgente, la Francia non sarà più in grado di gestire la domanda di voli entro il 2030, una situazione del tutto inaccettabile per un fornitore di servizi in regime di monopolio. Sarebbe un disastro per i passeggeri, le compagnie aeree e il mercato europeo dell’aviazione, con i ritardi del controllo del traffico aereo francese destinati a costare alle compagnie aeree fino a 1,7 miliardi di euro all’anno entro il 2035. È inoltre inaccettabile che gli scioperi del controllo del traffico aereo francese continuino a causare disagi inutili ai sorvoli tra due Paesi non francesi. La Francia protegge già i voli domestici durante gli scioperi del controllo del traffico aereo attraverso le norme sul servizio minimo, eppure i passeggeri che sorvolano la Francia — ad esempio tra Irlanda e Spagna, o tra Regno Unito e Italia — continuano a subire ingiustamente ritardi o cancellazioni. Il Governo francese e la Commissione europea devono ora proteggere i sorvoli durante gli scioperi del controllo del traffico aereo francese, nel rispetto del diritto di sciopero dei sindacati francesi dei controllori del traffico aereo. Il Governo francese deve agire subito. La DSNA ha bisogno di assunzioni senza limiti di controllori fino al 2030, tempi di formazione più brevi, una migliore gestione dei turni, maggiore produttività e un budget dedicato che garantisca che le tariffe del controllo del traffico aereo vengano reinvestite in sistemi moderni e capacità. Non si può permettere che la Francia diventi il collo di bottiglia permanente dello spazio aereo europeo a causa di anni di cattiva gestione del controllo del traffico aereo. La rete aerea europea non dovrebbe essere tenuta in ostaggio dall’incapacità della DSNA di assumere personale, modernizzarsi e migliorare la produttività. Il tempo delle scuse è finito. È arrivato il momento della riforma”.