Tra miti di navigatori, leggende locali e alta cucina, il frutto dell’albero del pane si attesta come l’emblema gastronomico dell’arcipelago creolo
Le Seychelles evocano da sempre immagini di atolli incontaminati e coste da cartolina, ma l’arcipelago racchiude anche una viva identità culinaria intrisa di storia. Il simbolo indiscusso di questa tradizione è il friyapen, meglio conosciuto come frutto dell’albero del pane, un pilastro della cultura locale al quale è legata un’affascinante diceria. Si dice, infatti, che chiunque ne assapori una porzione durante la propria permanenza sia destinato a far ritorno sulle isole.
Tra le vie di Mahé, l’aroma del friyapen arrostito tra i gusci di cocco secondo il metodo tradizionale attira residenti e viaggiatori. All’interno della sua buccia scura si nasconde una consistenza morbida, il cui gusto evoca un curioso punto d’incontro tra il pane fresco, il purè e la castagna.

In passato, ben prima dell’arrivo del riso nei menu quotidiani, il breadfruit rappresentava una fonte di sostentamento primaria insieme a tuberi e radici. La pianta stessa offriva risorse indispensabili per la vita di tutti i giorni:
Il tronco era impiegato nella carpenteria per scafi e strutture abitative.
Il lattice era sfruttato come sigillante naturale contro le infiltrazioni d’acqua.
La chioma e le foglie era usate per le coperture dei tetti e per avvolgere i cibi in cottura.
La generosità di questo albero — capace di dare centinaia di frutti ogni stagione con cure minime — attirò l’attenzione delle potenze navali del XVIII secolo. Proprio una spedizione britannica del 1787, guidata dal capitano William Bligh e destinata al trasporto di queste piante verso le colonie caraibiche, fu la scintilla che diede origine al celebre ammutinamento del Bounty.
La rivincita contemporanea, da piatto povero a superfood
Oggi il friyapen sta attraversando una seconda giovinezza. Privo di glutine e ricchissimo di elementi nutritivi e fibre, è stato riscoperto dalla ristorazione moderna come ingrediente versatile e sostenibile.
Gli chef locali lo propongono in molteplici varianti. Trasformato in sfoglie croccanti, fritto, inserito nei curry speziati o rielaborato in chiave moderna per dessert creativi. Resta iconica la sua presenza nel Ladob, il dolce tradizionale in cui la polpa viene stufata nel latte di cocco aromatizzato alla vaniglia e noce moscata. Assaggiare il friyapen significa entrare in contatto diretto con l’anima e le radici profonde delle Seychelles.
