
Dalla mobilità alla gastronomia, fino alla misurazione delle emissioni: la catena spagnola integra la sostenibilità nell’organizzazione di meeting, congressi e convention
di Stefano Modena
Il turismo d’affari sta evolvendo verso modelli in cui la sostenibilità non rappresenta più un elemento accessorio, ma una componente della progettazione dell’evento. In questa direzione si inserisce la nuova proposta di Paradores, che punta a rendere meeting, congressi e convention più responsabili dal punto di vista ambientale e capaci di generare valore per i territori che li ospitano. L’iniziativa rientra nel Piano di Sostenibilità 2025-2028 della catena e combina strumenti per misurare l’impatto degli eventi con interventi concreti sulla mobilità, sull’accoglienza e sulla ristorazione, affiancati da esperienze legate alla cultura e al patrimonio delle destinazioni.
RIDURRE L’IMPATTO GIÀ DALLA PIANIFICAZIONE
La sostenibilità viene integrata nelle diverse fasi dell’organizzazione di un evento. Tra le misure proposte figurano la digitalizzazione di inviti, accrediti e programmi, con l’obiettivo di limitare il consumo di carta, e una pianificazione degli spostamenti orientata verso soluzioni a minore impatto. Paradores incoraggia in particolare l’utilizzo del treno e del trasporto pubblico, oltre a soluzioni di mobilità condivisa ed elettrica. Le aziende possono inoltre ricevere informazioni sui percorsi disponibili e sui punti di ricarica, così da integrare le scelte di mobilità nella progettazione complessiva dell’evento.
LA DESTINAZIONE ENTRA NEL PROGRAMMA
La proposta non si limita agli aspetti ambientali. Un ruolo importante viene attribuito alla relazione tra l’evento e il territorio che lo ospita. La gastronomia diventa uno degli strumenti attraverso cui costruire questa connessione: nei meeting organizzati nei Paradores vengono privilegiati prodotti locali e di stagione, con menù ispirati alla tradizione culinaria delle diverse destinazioni e proposte vegetariane o vegane. Anche cocktail e momenti gastronomici vengono organizzati con attenzione alla riduzione dello spreco alimentare, attraverso l’impiego di contenitori riutilizzabili o biodegradabili. A completare l’esperienza sono le attività dedicate alla destinazione: visite culturali, itinerari nella natura ed esperienze legate al patrimonio storico e artistico permettono di trasformare il tempo trascorso in occasione di incontro con il territorio.
DALLA PERCEZIONE ALLA MISURAZIONE
Uno degli elementi più concreti della proposta è il calcolatore dell’impronta di carbonio messo a disposizione delle aziende organizzatrici. Lo strumento consente di stimare l’impatto ambientale di un evento considerando fattori come gli spostamenti dei partecipanti, i pernottamenti e i servizi di ristorazione. Il risultato è un report personalizzato che permette di individuare le principali aree di impatto e orientare l’organizzazione verso soluzioni più efficienti. Le aziende possono inoltre compensare le emissioni generate attraverso progetti ufficiali di assorbimento della CO₂ iscritti nel Registro dell’Impronta di Carbonio del Ministero spagnolo per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica.
UN MODELLO CHE PARTE DAL PATRIMONIO
La scelta di puntare sul turismo d’affari sostenibile si inserisce nella più ampia filosofia di Paradores, realtà nata nel 1928 e costruita attorno alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e dei territori spagnoli. Nel segmento business, questo approccio porta a concepire l’evento non soltanto come un momento professionale, ma come un’esperienza capace di mettere in relazione aziende, partecipanti e destinazioni. Meeting e convention diventano così occasioni per conoscere il patrimonio locale, sostenere l’economia del territorio e integrare criteri ambientali nelle scelte organizzative.
Per il turismo d’affari spagnolo si delinea quindi una prospettiva in cui la qualità dell’evento non viene misurata soltanto attraverso gli obiettivi raggiunti, ma anche attraverso il rapporto che riesce a costruire con il luogo che lo ospita.