Lo studio di Oxford Economics per CLIA certifica l’effetto volano dello scalo marittimo, capace di generare ricchezza diffusa tra ricettività, commercio e trasporti in tutto il territorio laziale

 

Il settore crocieristico legato al porto di Civitavecchia si conferma un motore fondamentale per l’economia locale e regionale, arrivando a muovere 1,5 miliardi di euro di valore complessivo con un apporto al PIL del Lazio di 714 milioni di euro e il sostegno a circa 11mila posizioni lavorative.

I numeri elaborati da Oxford Economics mostrano un volume di spesa diretta superiore al miliardo di euro, suddiviso tra i consumi dei viaggiatori e del personale di bordo per 671 milioni e gli investimenti tecnici delle compagnie navali per 329 milioni. Questa spinta iniziale innesca una reazione a catena che va a beneficio di filiere cruciali come l’accoglienza, la ristorazione, il commercio al dettaglio e le attività culturali.

Lo scalo marittimo opera a tutti gli effetti come il principale gateway per la Capitale e l’intera regione. Oltre la metà dei crocieristi che iniziano o terminano il viaggio a Civitavecchia sceglie di soggiornare a Roma per oltre tre notti in media, mentre chi visita la città in giornata garantisce un’importante ricaduta economica. Vantaggi consistenti rimangono anche nella stessa Civitavecchia, dove le uscite di turisti ed equipaggi sfiorano i 158 milioni di euro sostenendo le strutture ricettive locali e le attività commerciali del centro.

Con una clientela per l’ottanta per cento internazionale e una presenza prevalente di viaggiatori americani, la stagione crocieristica locale riesce a mantenere flussi costanti e ben distribuiti da primavera ad autunno, favorendo un turismo sostenibile e continuativo nel tempo.