In occasione dell’apertura del TTG di Rimini, la Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Elisabetta Fabri, ha tracciato un bilancio positivo del settore, forte dei dati ISTAT e di Bankitalia che certificano il primato nell’Unione Europea con oltre 535 milioni di presenze e una spesa turistica estera in forte crescita. Di fronte a un contesto internazionale complesso e segnato da tensioni geopolitiche e rincari energetici, l’associazione evidenzia tuttavia la necessità di non dare la crescita per scontata, chiedendo alle istituzioni una strategia decennale condivisa per riqualificare le strutture, destagionalizzare i flussi e consolidare la competitività del Paese.

“L’apertura del TTG di Rimini rappresenta un’importante occasione di incontro e confronto tra gli operatori del turismo, in una fase in cui il settore continua a dimostrare una significativa capacità di crescita e un ruolo sempre più rilevante per l’economia del Paese” – dichiara Elisabetta Fabri, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

“I dati evidenziati dall’ISTAT, in occasione dell’audizione parlamentare sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, confermano questa dinamica positiva. Dopo un 2025 che ha visto l’Italia raggiungere 535,5 milioni di presenze turistiche, collocandosi al primo posto nell’Unione europea, i dati provvisori riferiti ai primi sette mesi del 2026 registrano un ulteriore incremento del 2,7%, sostenuto soprattutto dalla componente internazionale, in crescita del 4,8%.

 Ulteriori indicazioni positive arrivano dai dati diffusi ieri da Banca d’Italia: a luglio la spesa dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese ha raggiunto gli 8,3 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2025, con un saldo positivo della bilancia dei pagamenti turistica di 4,7 miliardi.

 Sono risultati importanti, che testimoniano la capacità attrattiva del nostro Paese e il ruolo strategico dell’industria turistica per l’economia nazionale. La sfida ora è proseguire su questo percorso, rafforzando la competitività della nostra offerta e la capacità del settore di generare valore per il Paese” – prosegue la Presidente.

“Il contesto internazionale resta complesso. Le tensioni geopolitiche, gli effetti del cambiamento climatico e l’aumento dei costi, a partire da quelli energetici, rappresentano fattori che incidono sull’attività e sulle prospettive delle nostre imprese. A queste sfide si aggiunge la necessità di continuare a investire nella qualità dell’offerta, nella riqualificazione delle strutture, nell’innovazione e nelle competenze.

 Dobbiamo chiederci quale Italia vogliamo costruire nei prossimi dieci anni e lavorare fin da oggi per realizzare questa visione. Un Paese capace non soltanto di attrarre visitatori, ma di valorizzare il proprio patrimonio, distribuire le opportunità di sviluppo lungo tutto l’arco dell’anno e sull’intero territorio, trasformando la propria attrattività in occupazione, investimenti e benessere diffuso. Non possiamo, infatti, considerare acquisiti i risultati raggiunti: la crescita del settore non è scontata e, per essere consolidata, richiede condizioni adeguate e scelte capaci di guardare al futuro.

 Il settore alberghiero è una componente fondamentale dell’economia e contribuisce a generare valore per i territori e per l’intera filiera. È su questa capacità di creare sviluppo che dobbiamo costruire il futuro del turismo italiano, attraverso un confronto strutturato tra istituzioni e imprese e una strategia condivisa che vada oltre i risultati della singola stagione” – conclude Fabri.