Di Stefano Modena

 

Il 2026 si annuncia come un anno straordinario per la Spagna, una destinazione che sceglie di andare oltre l’idea di viaggio tradizionale per proporsi come laboratorio di esperienze culturali, naturali ed emozionali. Tra anniversari storici, nuove aperture museali, grandi eventi sportivi e fenomeni naturali unici, il Paese costruisce un calendario capace di parlare a viaggiatori molto diversi, ma accomunati dalla ricerca di autenticità e profondità.

 

CULTURA CHE SI RINNOVA, TRA GRANDI MAESTRI E NUOVI SPAZI

Il cuore culturale del 2026 batte forte soprattutto a Barcellona, che celebra l’Anno Gaudí nel centenario della morte dell’architetto e, allo stesso tempo, il titolo di Capitale Mondiale dell’Architettura. Un doppio riconoscimento che trasforma la città in un palcoscenico internazionale dove rileggere l’eredità di Gaudí in chiave contemporanea, tra mostre, congressi e il completamento simbolico della Sagrada Familia. Ma il racconto culturale si estende ben oltre la Catalogna. Madrid riapre il Museo Sorolla dopo un importante intervento di ristrutturazione, restituendo al pubblico uno dei luoghi più intimi e luminosi dell’arte spagnola. Valencia, invece, rafforza il legame con il suo pittore più celebre con l’apertura di un nuovo museo Sorolla nel cuore della città, mentre Bilbao inaugura l’ampliamento del Museo di Belle Arti, confermandosi una delle capitali culturali più dinamiche d’Europa. Anche Siviglia contribuisce a questo slancio con l’ampliamento del CAAC, che consolida il ruolo dell’Andalusia nella creazione artistica contemporanea.

DESTINAZIONI EMERGENTI E NUOVE CENTRALITÀ

Accanto alle grandi città, il 2026 porta sotto i riflettori destinazioni meno ovvie ma sempre più centrali nel racconto turistico spagnolo. Jerez de la Frontera, Capitale Spagnola della Gastronomia, diventa il simbolo di un turismo che unisce tradizioni, vino, flamenco e territorio. Cadice, inserita tra le Best in Travel da Lonely Planet, propone un modello di turismo lento, autentico e profondamente legato all’oceano. I Paesi Baschi, selezionati da National Geographic tra le migliori destinazioni al mondo, mostrano come natura, alta cucina e identità locale possano convivere in equilibrio, mentre Minorca sceglie l’arte contemporanea come chiave per destagionalizzare i flussi e raccontarsi come isola culturale del Mediterraneo.

 

NATURA PROTAGONISTA: SOSTENIBILITÀ E MERAVIGLIA

Il 2026 sarà anche l’anno della prima eclissi solare totale visibile dalla Penisola Iberica dopo oltre 120 anni. Il 12 agosto, dalla Galizia alle Baleari, il cielo offrirà uno spettacolo irripetibile, spingendo molti viaggiatori verso aree interne e borghi meno conosciuti, lontani dalle grandi città.

La Spagna rafforza inoltre il suo impegno nel turismo sostenibile con la Riserva di Ecoturismo della Spagna Verde, la più grande rete ecoturistica d’Europa, che attraversa Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi. Un modello che mette al centro natura, comunità locali e responsabilità ambientale, trasformando il viaggio in un’esperienza consapevole.

AVVENTURA, ACCESSIBILITÀ E INCLUSIONE

Per chi cerca emozioni forti, la provincia di Huesca, premiata come Miglior Destinazione di Avventura del Mondo, offre un concentrato di sport outdoor tra Pirenei, canyon, fiumi e grandi stazioni sciistiche. All’estremo opposto, ma con la stessa attenzione alla qualità dell’esperienza, Saragozza si afferma come modello europeo di turismo accessibile, dimostrando come inclusione e innovazione urbana possano diventare un valore turistico.

 

GRANDI EVENTI CHE RIDISEGNANO IL CALENDARIO DEI VIAGGI

Il 2026 è anche l’anno dei grandi eventi internazionali. Madrid torna protagonista nel mondo dello sport con il Gran Premio di Formula 1, trasformando settembre in un momento ideale per scoprire la capitale. Bilbao ospita le finali europee di rugby, mentre Valencia accoglie i Gay Games, un evento globale che unisce sport, cultura e inclusione, rafforzando l’immagine della città come spazio aperto e contemporaneo.

 

UN PAESE, MOLTE SPAGNE

Più che una somma di appuntamenti, la Spagna 2026 appare come un racconto plurale, dove ogni territorio contribuisce con la propria identità a un’offerta turistica complessa e matura. Un Paese che non chiede solo di essere visitato, ma di essere vissuto, attraversato e compreso, dimostrando come il futuro del turismo passi sempre più dalla capacità di creare senso, non solo movimento.