
Soltanto nel 2025 sono stati segnalati oltre 93.000 episodi di passeggeri indisciplinati
di Antonio Bordoni
Chi si lamenta dei viaggi aerei che costano troppo dovrebbe approfondire a quali spese vanno incontro le compagnie aeree allorché si trovano a dover gestire un “semplice” dirottamento causato da un passeggero che a bordo si dimostra indisciplinato. In gergo questi passeggeri vengono denominati “unruly passengers”. E sarebbe un errore credere che questo sia un evento raro perché secondo la IATA, nel solo 2025 sono stati segnalati oltre 93.000 episodi di passeggeri indisciplinati. Questo dato dimostra la frequenza con cui le compagnie aeree e il loro personale si trovano a dover gestire situazioni problematiche che comportano costi aggiuntivi.
Il fenomeno non è affatto nuovo. E l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) è da tempo che esorta gli Stati a ratificare il Protocollo di Montreal del 2014 per garantire che vengano eliminate le lacune giurisdizionali in modo tale che i passeggeri indisciplinati e molesti possano essere perseguiti penalmente. Tuttavia, anche nei casi in cui la giurisdizione non rappresenta un problema, spesso si riscontra una certa riluttanza ad avviare procedimenti penali contro i passeggeri indisciplinati, soprattutto per reati e atti considerati meno gravi. Questa mancanza di reazione da parte delle autorità dopo un incidente compromette l’effetto deterrente.
Tale problema potrebbe essere risolto se la polizia o gli addetti alla sicurezza aeroportuale avessero il potere di emettere sanzioni amministrative “sul posto”, nell’ambito di un regime di sanzioni civili. L’elemento deterrente sarebbe senz’altro valido se una persona ricevesse una sanzione per cattiva condotta (deterrenza specifica) e tali sanzioni potessero essere rese pubbliche (deterrenza generale) da governi, aeroporti e compagnie aeree. Purtroppo attualmente i Paesi che già dispongono di sistemi di sanzioni civili si contano sulla punta delle dita: Australia, Francia, Finlandia, New Zealand, e Singapore.
Quando viene emessa una notifica di infrazione, la persona che la riceve può scegliere se pagare la multa o contestarla. Il pagamento della multa è generalmente determinante e non comporta l’iscrizione di un precedente penale. Pur non essendo applicabile per tutti i casi di indisciplina, la IATA raccomanda di valutare un sistema di questo tipo come strumento a disposizione delle forze dell’ordine per intervenire in caso di comportamenti scorretti in fase di atterraggio. Per gli incidenti più gravi, si può ricorrere all’azione penale.
Il 1° giugno 2022, la Francia ha annunciato di aver varato un sistema di sanzioni amministrative graduate che possono essere applicate dall’autorità amministrativa competente nei confronti di un passeggero che, durante un volo operato come trasporto aereo pubblico da una compagnia francese, ostacoli il personale di volo o si rifiuti di rispettare le istruzioni di sicurezza impartite dal personale di volo. Sono previste due categorie di sanzioni:
- Una sanzione amministrativa fino a un massimo di 10.000 euro (che può essere raddoppiata in caso di recidiva) e il divieto di imbarco, per un periodo massimo di due anni, su aeromobili operati da compagnie francesi.
- Fino a cinque anni di reclusione e una multa di 75.000 euro.
Da parte sua l’ICAO ha definito una gerarchia di livelli di minaccia a quattro livelli. Sebbene non tutte le Autorità Nazionali per l’Aviazione seguano queste definizioni specifiche, esse forniscono una guida preziosa agli operatori per determinare la gravità di un incidente causato da passeggeri indisciplinati e per sviluppare le proprie politiche sul livello di risposta appropriato. I livelli di minaccia specifici dell’ICAO sono i seguenti:
Livello 1 — Comportamento dirompente (verbale);
Livello 2 — Comportamento fisicamente violento;
Livello 3 — Comportamento che mette in pericolo la vita (o esibizione di un’arma);
Livello 4 — Tentativo o effettivo ingresso nel compartimento dell’equipaggio di volo
All’atto pratico circa ciò che un comandante può fare qualora si presenti un problema in oggetto, ricordiamo che la Convenzione di Tokyo contiene disposizioni per il perseguimento e lo sbarco dei passeggeri indisciplinati, ma presenta una lacuna giurisdizionale che non consente automaticamente alla maggior parte degli Stati di perseguire un passeggero che crea disturbo e che è stato allontanato da un aeromobile straniero in arrivo . Il pilota in comando (PIC) può senz’altro far sbarcare un passeggero indisciplinato in qualsiasi Stato senza coordinarsi con le autorità di polizia locali.
In questo caso, è improbabile che l’individuo venga perseguito in quello Stato, a meno che lo Stato stesso non abbia emanato una legislazione che gli consenta di avviare un procedimento penale per il reato. Se il PIC desidera che il passeggero indisciplinato venga perseguito, deve atterrare in uno Stato parte della Convenzione di Tokyo e consegnare formalmente il passeggero alle autorità di polizia locali. Affinché il procedimento penale abbia successo, deve essere dimostrato che il passeggero ha commesso un reato grave ai sensi della legge dello Stato in cui l’aeromobile è registrato.

Un recente caso di unruly passenger si è verificato l’11 giugno scorso a bordo di un Airbus A380 della Lufthansa. Il jumbo jet stava svolgendo un volo transatlantico dall’aeroporto di San Francisco all’aeroporto di Monaco ed aveva a bordo 508 passeggeri. Ebbene a causa di un passeggero che avrebbe aggredito un altro passeggero i membri dell’equipaggio sono stati costretti a intervenire, a immobilizzarlo e a richiedere l’immediato atterraggio su uno scalo alternativo vicino.
Ora, a differenza di aerei di dimensioni “normali” un Airbus 380 richiede attrezzatura di assistenza a terra e gate particolari che non tutti gli aeroporti hanno. E persino in un grande aeroporto come Boston, dove il comandante aveva deciso di puntare, la gestione di un arrivo inatteso di un A380 ha richiesto un notevole coordinamento.
Nel titolo abbiamo parlato di “costi imprevisti” e infatti per il nostro volo LH459 le spese inattese ed aggiuntive iniziano nel momento in cui viene presa la decisione di deviare il volo. Consumo aggiuntivo di carburante, tasse di atterraggio, servizi a terra, operazioni di rifornimento, coordinamento della sicurezza e gestione dei passeggeri contribuiscono tutti all’aumento del conto. La compagnia aerea deve inoltre pagare le risorse necessarie per gestire non solo il passeggero che crea problemi ma anche assicurare il confort a tutti gli altri passeggeri per la durata dell’inatteso inconveniente.
Atterrato a Boston , il passeggero è stato preso in custodia dalle autorità di sicurezza e il suo bagaglio è stato rimosso dall’aeromobile. Il velivolo ha quindi proseguito il suo viaggio verso Monaco, dove è arrivato alle 23:15 ora locale.
Secondo l’orario programmato il volo 459 decolla da San Francisco alle 21.05 ora locale, e giunge a Monaco intorno alle 17.00 dopo 10.30 ore di volo. Quel giorno l’A380 è giunto a Monaco alle 23.05 quindi con 6 ore di ritardo.
L’impatto finanziario può estendersi oltre la deviazione stessa. Le compagnie aeree devono spesso adeguare gli orari dei voli, coordinarsi con i centri di controllo operativo e gestire le potenziali limitazioni all’orario di servizio dell’equipaggio. Anche se il volo riesce a riprendere dopo un ritardo relativamente breve, l’interruzione può generare costi aggiuntivi per l’intera rete della compagnia aerea, a causa della riassegnazione delle risorse e della modifica degli orari.
Secondo quanto riportato da un altro operatore di A380, la Emirates, questa ha stimato che un dirottamento di un A380 può costare da circa 50.000 dollari (43.000 euro) a oltre 600.000 dollari (520.000 euro), a seconda delle circostanze. La cifra finale può variare significativamente in base a fattori quali la durata del ritardo, le tasse aeroportuali, il fabbisogno di carburante e l’eventuale necessità di equipaggio aggiuntivo o di risorse operative per completare il volo.
Nel caso di LH459 sebbene i passeggeri a bordo abbiano subito un ritardo significativo a causa della deviazione, è improbabile che la compagnia debba affrontare richieste di risarcimento ai sensi delle normative dell’Unione Europea sui diritti dei passeggeri (Regolamento UE 261); infatti le compagnie aeree sono esentate dal pagamento di un risarcimento standard quando i ritardi sono causati da circostanze straordinarie al di fuori del loro controllo. Il regolamento include eventi relativi alla sicurezza, che in genere vengono trattati diversamente dai ritardi causati da fattori sotto il controllo della compagnia aerea.
Gli episodi di indisciplina dei passeggeri sono generalmente considerati circostanze eccezionali perché implicano problemi di sicurezza che le compagnie aeree non possono ragionevolmente prevenire.
Considerate le dimensioni dell’aereo, i 508 passeggeri a bordo e la complessità della gestione di una sosta imprevista a Boston, è probabile che il conto di Lufthansa si collochi nella fascia più alta di tale intervallo. Sebbene la compagnia aerea non abbia reso noto il costo della deviazione, l’incidente serve a ricordare quanto rapidamente le spese possano lievitare quando un volo a lungo raggio è costretto a modificare la propria rotta inaspettatamente.
La non facile scelta cui è chiamato un comandante di un volo al quale accada un episodio di “unruly passenger” è ben evidenziata nella seguente immagine di fonte IATA:

Lufthansa non è certo l’unica compagnia aerea a dover affrontare costosi disagi dovuti a comportamenti indisciplinati a bordo dei propri aeromobili.
Negli ultimi anni, le autorità hanno intensificato i controlli sulle interferenze in volo, a seguito del forte aumento registrato durante la pandemia di COVID-19. Ad esempio, la FAA ha rafforzato la sua politica di tolleranza zero, prevedendo multe fino a 37.000 dollari per violazione. Tuttavia, una cosa è la multa prevista, tutt’altra cosa è la sua effettiva applicazione tenendo conto che la maggior parte dei casi si risolve senza procedimenti giudiziari.
Per rimanere vicini a casa nostra notiamo che in termini di applicazione delle norme da parte delle compagnie aeree, Ryanair è nota per il suo approccio intransigente a qualsiasi tipo di disservizio. Oltre a imporre una multa fissa di 670 dollari (500 sterline) a chiunque venga fatto scendere dall’aereo a causa di disservizi, la compagnia adotta una ferrea politica di azioni legali per recuperare i costi del dirottamento. Proprio di recente, la compagnia aerea ha celebrato una vittoria legale contro due passeggeri, condannati a dieci mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e a una multa di 12.000 dollari. (1)

Nel dicembre 2024 la compagnia aveva emesso altro comunicato stampa avvertendo quanto segue:
“Ryanair, la compagnia aerea numero 1 in Europa, ha accolto con favore oggi (mercoledì 18 dicembre) la decisione del tribunale di Atene di condannare un passeggero che, nel luglio 2020, aveva interrotto un volo diretto ad Atene rifiutandosi di seguire le istruzioni dell’equipaggio. Il passeggero ha ricevuto una condanna a 5 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e una multa di 400 euro.”
Sappiamo che la compagnia irlandese ha molti critici ma dobbiamo riconoscere che ci troviamo in perfetta sintonia con la politica di tolleranza zero che essa adotta atta a garantire che tutti i passeggeri e l’equipaggio viaggino in un ambiente sicuro e rispettoso, senza inutili disagi causati da un piccolo numero di passeggeri indisciplinati.
- L’incidente è avvenuto su un volo Ryanair da Londra a Ibiza nel maggio 2025, inducendo l’equipaggio a dirottare l’aereo all’aeroporto francese di Tolosa-Blagnac.
Tratto da Aviation-industry-news.com