Egregio Direttore Mimun,

mi riferisco al pezzo del 22/5 us “é boom delle vacanze on line”, trasmesso da vostro TG5 per precisarle quanto segue. Devo stigmatizzare una profonda inesattezza contenuta nell’articolo quando si dice che on line “si risparmiano i costi di agenzia” posto come un elemento, tra altri,  che dovrebbe rendere  “intelligente” tale modalità di acquisto.

Recentemente proprio l’Autorità Antitrust ha segnalato come e quanto on line siano presenti  costi nascosti e ingannevoli (dal Corriere della Sera on line: http://bit.ly/ltPLK8) il che fa seguito all’altro pur recentissimo provvedimento per quanto riguarda i “grandi” siti di viaggi on line ( http://bit.ly/fMv1tN) come, tra gli altri Expedia.

 

Tutto questo  mentre in agenzia si ha la sicurezza che il costo sia solo e soltanto quello presentato senza addebiti ulteriori per l’utilizzo della carta di credito,  per ulteriori costi amministrativi, gestione bagaglio, emissione biglietto etc etc. Per non parlare dei numeri a pagamento abbinati alla vendita on line di viaggi.

Tra gli uni e gli altri fattori i costi di questi servizi on line possono tranquillamente costare di più al cliente “fai da te”.

A questo va aggiunto che un agente di viaggi opera h24 sulla materia “viaggi”, si aggiorna costantemente sul suo prodotto, conosce direttamente i luoghi, ha spesso seguito un percorso di studi coerente, segue corsi di formazione ed è un vero e proprio consulente a disposizione della clientela. Banalizzare e sottovalutare tutto questo sarebbe come dire che chiunque conosca sufficientemente l”italiano sia sic e simpliciter in grado di scrivere un buon articolo per un quotidiano di livello.

 

Inoltre la sua redattrice non è a conoscenza del fatto che il tempo medio del “fai da te” on line è di circa 4 ore e che quindi il “divertimento” non è affatto assicurato, anzi: USA Today (http://bit.ly/k0vn1K)

 

già a settembre scorso ha titolato che i consumatori tornano in agenzia perchè si annoiano a prenotare on line e cercano consulenza e personalizzazione del rapporto. Nessuna inversione di tendenza per carità, ma sicuramente gli diversi atteggiamenti non solo convivono, ma si interscambiano: in ogni caso per le agenzie di viaggio c’è ampio spazio se sanno lavorare adeguatamente (non solo secondo noi, ma anche secondo il New York Times on line http://nyti.ms/isf3aj).

 

Pur nella sua frammentazione la nostra categoria è attrezzatissima per dare valore aggiunto alla nostra clientela (circa 9 milioni di italiani), volendo questo avviene anche sulla base dello stimolo generato dalla “pressione” del canale internet. Un canale che non temiamo affatto e che, anzi, in molti casi pratichiamo.

Proprio perchè crediamo sempre di più nella comunicazione grazie al salto di qualità a cui da tempo siamo indotti, non possiamo fare a meno di stigmatizzare, come le dicevo, un articolo che sembra presentare da un lato consumatori “intelligenti” e dall’altro consumatori “normali”. Per gli articoli e gli argomenti che le ho fornito (e potrei continuare molto molto a lungo mi creda) non è stata fatta un’informazione completa e non si è reso un servizio agli ascoltatori presentando uno scenario incompleto.

 

Sono certo che apprezzerà il nostro approccio e che vorrà chiedere ai suoi responsabili  una maggiore attenzione nel trattare temi che riguardano imprese che, nel nostro caso, impiegano oltre 30.000 lavoratori e che ogni giorno si aggiornano e investono per rendere un servizio alla propria clientela.

Grazie per l’attenzione

 

Il Presidente

Andrea Giannetti