
Di Antonio Bordoni
Il 24 dicembre scorso la Delta Airlines ha raggiunto un accordo con i ricorrenti rappresentati in una class action contro la compagnia aerea per un incidente di fuel dumping risalente al 2020, allorché un suo aereo ha scaricato carburante su un’area popolata di Los Angeles. I ricorrenti dell’azione legale lamentavano che il carburante aveva danneggiato proprietà e arrecato danni ai residenti mentre il velivolo si preparava a un rientro di emergenza a Los Angeles.
L’incidente era avvenuto il 14 gennaio 2020. Quel giorno un Boeing 777-200 della compagnia che operava il volo DL-89 da Los Angeles a Shanghai con 181 persone a bordo, era appena decollato dalla pista 24L di Los Angeles quando l’equipaggio interrompeva la salita a 8000 piedi segnalando uno stallo del compressore del motore destro, un Trent 892, e la necessità di rientrare a LAX (1). L’equipaggio successivamente comunicava di aver ripreso il controllo del motore, ma decideva di rientrare in ogni caso.
L’aereo veniva indirizzato verso un avvicinamento ILS alla pista 25R con i servizi di emergenza posizionati in standby. L’equipaggio non aveva richiesto lo scarico di carburante e atterrava circa 25 minuti dopo la partenza.
In contemporanea a questi fatti il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Los Angeles riferiva che veniva richiesto l’intervento di mezzi e uomini presso la Park Avenue Elementary School, situata a circa 10 miglia nautiche dalla pista. Qui era stata segnalata la caduta di liquido nel cortile della scuola, dove due classi erano all’aperto. Il liquido aveva un odore simile a carburante per aerei. Nel corso dell’intervento i vigili del fuoco provvedevano anche a controllare 17 bambini e 9 adulti, nessuno dei quali comunque venne trasportato in ospedale.
Solo successivamente a questi fatti la compagnia aerea riferiva che l’aereo aveva eseguito uno scarico di carburante di emergenza per ridurre il peso in fase di atterraggio. Il 16 gennaio 2020 la FAA confermava che l’equipaggio non aveva avvisato l’ATC prima di scaricare carburante su aree densamente popolate di Los Angeles.
Durante le festività natalizie è stato raggiunto un accordo con le vittime rappresentate nella class action in base al quale la compagnia aerea pagherà 78,75 milioni di dollari ai proprietari immobiliari e ai residenti dell’area di Los Angeles. In dettaglio i membri della class action avranno diritto a ricevere un risarcimento in contanti in base alla quantità di carburante caduta nella loro area e alla tipologia di proprietà. Il 67% del fondo di risarcimento sarà destinato ai risarcimenti dei proprietari, mentre il 33% sarà destinato ai risarcimenti dei residenti. L’importo esatto dei risarcimenti varierà a seconda del numero di richieste di risarcimento.
L’accordo include inoltre una dichiarazione congiunta di esperti. La dichiarazione includerà i risultati dei test per determinare se la quantità massima scaricata sarebbe rilevabile e persistente dopo l’incidente. Dal punto di vista legale il termine per l’esclusione e l’opposizione è fissato al 6 febbraio 2026, che è anche il termine per eventuali reclami. L’udienza di approvazione finale è prevista per il 18 maggio 2026.
Ricordiamo che quando i piloti scaricano carburante, solitamente cercano di farlo sopra i 10.000 piedi e sopra l’acqua, ma idealmente dovrebbero farlo a quote più elevate perché il carburante si trasforma in nebbia. Sono ben rari i casi di scarico di carburante su zone abitate e, se avvengono, sono dovute a reali stati di emergenza.
In questo incidente sono state violate numerose normative. Dal momento che non vi era alcuna emergenza che giustificasse un immediato ritorno a terra non si capisce il motivo in base al quale lo scarico del carburante è stato fatto in totale contrasto con quanto prevedono le regole.
- Boeing 777-200 immatricolato N860DA, c/n 29951
Tratto da Air-accidents.com