
di Antonio Bordoni
I risultati dell’anno finanziario 2024 sono stati da noi riportati nella newsletter dell’8 giugno scorso (1) , in questa sede -tenendo conto dei commenti tutti improntati al massimo gaudio con cui i risultati sono stati presentati dai media nostrani- vorremmo esprimere le nostre osservazioni.
Quando tutte le compagnie aeree europee hanno chiuso con utili, finanche la Wizz Air costretta a mettere a terra nel corso del 2024 quarantaquattro suoi velivoli !, (2) e ITA Airways chiude invece il bilancio consolidato con una perdita di 227 milioni di euro, come si fa a dichiararsi soddisfatti dei risultati raggiunti? Di fatto le cronache ci dicono che in tre anni di attività la ITA ha chiuso sempre in perdita.
Certo, aumenta il numero passeggeri, aumentano le vendite: ciò è normale se aumenta il numero aerei in flotta e pertanto il numero voli, ma il fatto è che nel valutare un bilancio non ci si può fermare all’Ebit, ovvero al risultato operativo prima di tasse e oneri, ma bisogna andare fino in fondo inserendovi tutti i costi ed è qui che troviamo la perdita di 227 milioni, quella perdita che un anno prima, nel 2023, era stata di soli 5 milioni. Quindi ripetiamo la domanda: quale è la ragione della soddisfazione?
Circa la perdita netta, Ita afferma che il risultato “è stato significativamente influenzato dagli effetti negativi dell’adeguamento contabile dei debiti e crediti denominati in valuta estera ai tassi di cambio di fine anno, oltre che dagli oneri finanziari associati ai contratti di leasing relativi al piano di ammodernamento e incremento della flotta”.
Altro fattore che ha influenzato il risultato, sempre secondo l’azienda, è stata la rivalutazione del dollaro in chiusura del 2024, in seguito all’elezione di Donald Trump a presidente (3), ma riteniamo che problemi del genere avrebbero dovuto influenzare pure i risultati 2024 degli altri vettori europei che invece, lo ripetiamo, hanno tutti chiuso in utile, ma non con il solo Ebit, bensì anche a livello di risultato finale.
Un EBIT positivo indica che l’azienda ha realizzato un utile dalla sua gestione operativa, ovvero prima di considerare gli interessi e le imposte. Questo è un buon segno, ma non è di certo l’unico indicatore da valutare per capire la salute finanziaria di un’impresa. L’utile netto, ovvero il risultato finale dopo aver considerato tutti i costi, compresi interessi e tasse, è l’indicatore più completo della redditività complessiva di una azienda.
La Lufthansa a gennaio 2025 ha versato nelle casse di ITA una prima tranche pari a 325 milioni di euro; la perdita registrata di 227 milioni indubbiamente andrà ad erodere per circa il 70 per cento (69,85% per la precisione) quanto versato da LH. C’è solo da augurarsi che con il completo cambio ai vertici si giunga finalmente a far chiudere in nero i bilanci della compagnia italiana.
Il miracolo è avvenuto sia con Swissair e sia con Sabena quindi non dovrebbe essere difficile poterlo ripetere anche per ITA, soprattutto tenendo conto che il mercato Italia è nettamente più allettante di quello belga e elvetico, e sono tanti i vettori che lo considerano il loro generatore di revenue numero 1.
(1) https://www.aviation-industry-news.com/relazione-finanziaria-di-ita-airways-2024/
(2) Vedi ns newsletter del 28 Giugno scorso “I risultati di Wizz Air” ; https://mailchi.mp/23067705070b/risultati-wizz-air
(3) Tali eventi, secondo la relazione, avrebbero causato un onere di circa 150 milioni; ulteriori 90 milioni di oneri deriverebbero, sempre secondo l’azienda, dal costo dei leasing degli aerei e da oneri finanziari.
Tratto da Aviation-Industry-News.com