
Con una piattaforma basata su dati certificati e intelligenza artificiale, la startup bresciana punta a mappare l’accessibilità reale
Nel panorama turistico europeo e nazionale si consuma un paradosso silenzioso. Nonostante il turismo accessibile muova un giro d’affari imponente — pari a 9,6 miliardi di euro in Italia (l’8,2% dei flussi totali) e a circa 400 miliardi a livello comunitario —, la reale fruibilità dei servizi resta un miraggio. Ad oggi, appena il 9% delle strutture ricettive e dei servizi nel Continente risponde pienamente ai requisiti di accessibilità. Nel contesto italiano la situazione appare persino più complessa: su una platea di circa 13 milioni di cittadini con disabilità, ben tre quarti (il 75%) scelgono di non mettersi in viaggio. La causa primaria? L’assenza di informazioni trasparenti, verificate e realmente spendibili.
Meno del 10% degli alloggi e dei punti di interesse nel nostro Paese è strutturato per accogliere chiunque senza limitazioni. Questo non penalizza unicamente le persone con disabilità, ma impatta direttamente su una fascia di popolazione ben più ampia, che include la terza età, i nuclei familiari con passeggini e, in generale, tutti i viaggiatori che necessitano di una logistica semplificata.
La tecnologia al servizio dell’inclusione
In questo scenario frammentato si inserisce il progetto di World4All, startup con base a Desenzano del Garda, nata dall’intuizione e dall’esperienza diretta dell’imprenditore ed ex atleta Marco Bottardi, costretto alla paraplegia a causa di un incidente motociclistico. La giovane impresa ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento istituzionale, beneficiando del finanziamento Smart&Start di Invitalia per un valore di oltre 420 mila euro (di cui 123 mila a fondo perduto).
L’obiettivo strategico è ambizioso: proporsi come il vero e proprio “Google Maps dell’accessibilità”. A differenza dei sistemi tradizionali che si affidano alle recensioni degli utenti (crowdsourcing), che rischiano spesso di essere parziali o soggettive, World4All si distingue per un approccio scientifico. La piattaforma analizza oltre 300 variabili tecniche attraverso audit professionali sul campo. Un algoritmo di intelligenza artificiale incrocia poi questi dati con le specifiche esigenze funzionali dell’utente, restituendo un indice di compatibilità su misura e matematicamente affidabile.
La Sardegna come laboratorio d’avanguardia
Il piano di espansione della startup ha appena segnato una tappa fondamentale con l’inaugurazione di una nuova sede operativa in Sardegna. L’isola è stata scelta come territorio ideale per avviare una mappatura sistematica, formare gli operatori della filiera e stringere sinergie con le amministrazioni locali. “L’apertura della sede in Sardegna rappresenta la naturale evoluzione del percorso che stiamo costruendo” – commenta Marvin Milanese, CEO e co-fondatore di World4All. “Se vogliamo rendere l’accessibilità un’informazione affidabile e realmente utile per chi viaggia, dobbiamo essere presenti sui territori, lavorare a stretto contatto con operatori e istituzioni e raccogliere dati verificati sul campo. La Sardegna è un territorio straordinario che può diventare un riferimento europeo per il turismo accessibile, e per questo per noi rappresenta il primo tassello di una strategia più ampia di sviluppo nazionale”.
Un mercato in forte espansione
La necessità di un cambio di paradigma è d’altronde dettata dai trend demografici e legislativi. In Europa si contano circa 87 milioni di persone con disabilità e oltre 100 milioni di over 65. A dare una spinta decisiva al settore concorre anche il quadro normativo internazionale, trainato dall’European Accessibility Act, la direttiva volta ad abbattere le barriere nell’accesso a beni e servizi. In questo contesto, disporre di dati certificati e strumenti digitali predittivi non è più solo una questione di etica sociale, ma una leva strategica fondamentale per la competitività economica del comparto turistico.