Di Salvatore Spoto.

 

Una gita insolita alla scoperta dell’estate perduta: sorgenti e piscine libere di acqua calda nel Lazio.

Piove, tira vento, nevica, ma quanti inciampi ci avvelenano il periodo vacanziero!  E poi, se non siano riusciti a prenotare in tempo, addio sogni di spiagge tropicali e alberghi accoglienti! Nessuna paura, divertirsi è possibile. Andiamo lo stesso dal nostro agente di fiducia per combinare una vacanza comoda senza troppe sorprese e all’insegna del divertimento e dell’insolito. Lui o lei saprà come consigliarci. Non ci credete? Seguitemi, fregandovene del freddo, anzi mettere in borsa l’occorrente per un bel bagno. E già!

Vi porto alla scoperta dell’acqua calda nel Lazio. Lo sperimentato io, un giorno che, in cerca di ispirazione, mi sono trovato in una foresta verde. Il vento che accarezzava gli alberi mi faceva una calda carezza. La musica della natura era ammaliante: le note del frusciare delle foglie si univano a quelle di  un gorgogliare di acqua….dove mi trovavo?

Avanzai  di qualche passo, scostai un ciuffo d’erba e…sorpresa! Ero sul bordo di una grande piscina naturale d’acqua fumante. Anche se faceva freddo, c’era chi, in accappatoio, era seduto sul bordo, e chi stava immersa fino al collo.

Avevo scoperto l’acqua calda! Certo, il Lazio, antica terra di vulcani (ma un po’ tutta l’Italia), è terra dell’acqua calda, dove è possibile fare il bagno, sotto il sole o sotto le stelle, in ogni stagione. Anche quando nevica.

Per molti anni ho soddisfatto i desideri dei lettori de “Il Messaggero” che mi chiedevano di raccontare itinerari all’insegna dell’insolito e del piacevole. Perché non farlo con i lettori di Travelling Interline, per me altrettanto cari?  E allora andiamo!

Proviamo a scoprire le comodità che  “Madre natura” offre ai figli di ogni epoca. Lo zaino con accappatoio, se vogliamo bagnarci per un caldo Natale o un festoso Capodanno,  è d’obbligo.

Puntiamo su Civitavecchia, per dirigerci verso la “Ficoncella”. Protette da un muretto rustico, ci sono sorgenti d’acqua caldissima che alimentano numerose vasche, piccole e grandi, con sedili naturali, colme d’acqua limpida, caldissima. Attempati signori e distinte signore, in costume da bagno, sembrano foche. Un tonfo dietro l’altro, chi si tuffa e chi esce dall’acqua. Uno spasso.

Nelle vicinanze ci sono le vestigia delle Terme di Diocleziano, ghiotta passeggiata per chi ama l’archeologia con la spettacolare visione della sottostante città e del mare. Funzionavano ad acqua calda naturale.

Ne trovate i ruscelli in campagna.

E adesso  andiamo a Viterbo. C’è un posto, appena fuori mano, che avevo imparato a scuola. Credevo che si trattasse della solita invenzione del Poeta. Chi? Dante! Ho dovuto ricredermi.

Giunto davanti alla sorgente caldissima, ho constatato che il Bulicame esiste davvero. Ed è anche una grande fonte di piacere con le sue comode vasche aperte al pubblico.

Ma c’è di più. Se cercate la massima ebbrezza dell’acqua calda che non costa niente, dirigetevi verso le piscine vicine alla caserma dell’Aviazione.

Sono molte, e di diverso calore, a seconda della distanza dalla sorgente. Il paesaggio è fantastico. Il verde di fronde e il bianco del gesso fanno da cornice all’acqua limpida, calda, ammaliante e, come le signore sostengono, miracolosa per la pelle. Le vasche sono collegate da canalette, lungo le quali i frequentatori si dispongono con tubicini per inalare il vapore. Dicono che è un toccasana per le vie respiratorie.

Da Viterbo procediamo per il vicino comune di Vetralla. A poca distanza dal centro, ci sono le “pozze di San Sisto”. Sacro e profano, storia e mistero si mischiano per rendere intrigante l’immersione in queste acque magiche.

E già! Sorgono in prossimità dei ruderi di un antico tempio romano e c’è una strana antica vasca d’acqua fredda continua alla piscina naturale d’acqua calda. Immersa nell’acqua fredda c’è tanta gente in ogni stagione. Basta chiedere: «Scusi signora, lei è uscita dall’acqua calda per entrare nell’acqua fredda?». «Sarà fredda, ma ci sto bene.

E’ piacevolissima! Venga anche lei, si tolga quegli abiti lanosi ….c’è un sedile libero». Quel grande pozzo d’acqua limpida lascia intravedere antichissimi sedili di pietra dove, da millenni, tanta gente si siede per meditare.  E adesso andiamo verso Oriolo Romano.

C’è un luogo, chiamato “la Mola” dove sgorga un potentissimo getto d’acqua calda che forma una piscina naturale. L’acqua, poi, defluisce verso un fiume che scorre nel fitto del vicino bosco. La scoperta, poi, diventa magia, annunciata da  un potente scroscio. Basta fare qualche passo per trovarsi davanti ad una spettacolare cascata che forma un lago tra gli alberi.

Un antico rudere ci si specchia. E’ un luogo magico, tra il tripudiare dell’acqua e lo stormire del vento. La natura fa sentire la sua voce melodiosa e si veste con l’abito che stimola i sentimenti. E’ facile incontrare, nei mesi estivi, giovani che, dopo il bagno nella piscina calda, vengono a immergersi in quest’angolo del Lazio dove il mito si confonde con la storia e la magia diventa realtà.

Salvatore Spoto